Dizionario dei nomi propri di Amèlie Nothomb – l’influenza del nome sul proprio destino

fiori freschi vs fiori finti

Il profumo dei gelsomini appena sbocciati ha accompagnato la lettura di questo breve romanzo. La loro grazia e bellezza ben si accorda alla figura di Plectrude, occhi da ballerina e mente tenace che affronta un destino spesso tragico e sublime.

Le circostanze della nascita di Plectrude sono assai singolari, quasi quanto il suo nome, fortemente voluto dalla madre. Perchè in un nome si cela il destino di una persona: i suoni, le dissonanze, la particolarità possono esaltare o affossare una persona, sottolineandone le caratteristiche. Amélie lo sa e pone sempre grande attenzione nella scelta dei nomi dei suoi personaggi. E non lo facciamo anche noi quando giunge il momento di scegliere il nome di un figlio? La nostra eroina è bellissima, come la protagonista di una favola, e quasi una favola sembra questa narrazione, se non fosse per gli incisi dell’autrice che ci riportano bruscamente alla realtà, interrompendo l’incanto. Seguiamo le sue avventure di bambina prima e di adolescente poi, ammirati dalla grandezza delle sue qualità e dei suoi difetti.

La danza, il cibo, la madre, la morte, l’amore, Amèlie Nothomb. Questi i temi principali del romanzo. Non ci sono refusi, sono proprio gli argomenti principe di qualsiasi romanzo della scrittrice belga. Le immagini che riesce a creare, il rovesciamento dei luoghi comuni, danno un sapore particolare alla lettura.

Eppure non è uno dei migliori libri della Nothomb, forse per la poca unitarietà del racconto, diviso in più scene che si concludono bruscamente, spesso in maniera surreale. C’è forse troppo compiacimento in questo romanzo, un manierismo che stanca senza affascinare del tutto. Il gioco che conduce la mia scrittrice preferita è sempre molto pericoloso e rischia più volte di far crollare la sua meravigliosa cattedrale, oggi costruita su fondamenta di argilla, invece che farle spiccare il volo. Tuttavia il fascino della lettura è superiore a qualsiasi dissonanza e le pagine scorrono veloci, fino alla conclusione. Totalmente inattesa.

Dizionario dei nomi propri (Robert des noms porpres) di Amélie Nothomb (2002), traduzione di Monica Capuani, edizione Voland, pagg 148

Cento!

cento di questi post

Eccoci qua.

Post numero cento!

Cento post scritti in un anno e mezzo: potrebbero sembrare pochi ma per me sono veramente tanti. E’ un traguardo che non pensavo di riuscire a raggiungere e che non mi ero nemmeno posta. E proprio questa mattina, a celebrazione dell’evento, mi è arrivato un graditissimo pacco da Roma.

Lunedì, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre), la casa editrice Voland applicava il 20% di sconto sulla collana Le Amazzoni e se l’acquisto era fatto da una donna c’era in omaggio un libro a scelta tra:

Cardoso: Campo di sangue; Il compleanno; Le mie condoglianze
Nothomb: L’entrata di Cristo a Bruxelles; Barbablù
David-Néel: Viaggio di una parigina a Lhasa

Se foste fan della mia pagina facebook (link sulla colonna a destra) l’avreste saputo anche voi e oggi potreste condividere con me la felicità per un pacco di libri nuovi!

spedizione Voland

Se qualcuno avesse dei dubbi ho scelto tutto Nothomb: due libri (AntichristaDizionario dei nomi propri) e il libro omaggio (L’entrata di Cristo a Bruxelles). La mia collezione ameliana si amplia! Ed avendo preso due libri ho pure ricevuto una borsa di stoffa in omaggio, la bla bla bla… shopper. Molto graziosa. Ci tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato da Voland, anche se voglio loro tanto bene. Ora che ho il catalogo (mi hanno inviato pure quello, con tanto di segnalibri) magari spazierò anche tra le opere di qualche altro loro autore.

Tornando al blog, per chi interessa, mi sono riguardata tutti gli articoli e ho individuato queste categorie, ordinate per maggior numero di post dedicati:

Libri (28), Personali (28), Viaggi (17), Gatti (8), Film&Telefilm (7), Scrittura (4), Arte (3), Videogiochi (3), Musica (2).

Sono cifre che mi fanno riflettere: non pensavo che un 30% dei post fossero autoreferenziali o dedicati al blog mentre temevo una presenza maggiore di felini. I libri sono predominanti, anche se la mia intenzione originaria era parlarvi del viaggio in Alaska (da cui il nome del blog tra l’altro). Alla fine la mia più grande passione ha preso il sopravvento e spero di riuscire a darvi qualche buon consiglio di lettura.

Amelie Nothomb, Water Music e un racconto a più mani

Chi mi legge sa bene che una delle mie scrittrici preferite è senza dubbio Amelie Nothomb.

Qualche settimana fa, tramite la pagine Facebook della casa editrice Voland, sono venuta a conoscenza di una simpatica iniziativa del sito Goodbook: avrebbero pubblicato l’inizio di un racconto inedito della Nothomb su Facebook e i lettori avrebbero potuto continuare la storia nei commenti. Ne è nato un racconto che potete trovare a questo link. Tra i partecipanti ci sono anche io (con il mio vero nome) e devo dire che è stato abbastanza difficile per me… nonostante abbia un blog non amo molto far leggere quello che scrivo, anche se si tratta di poche righe!

A questo link trovate invece il racconto completo della Nothomb, Water music, poco più di una facciata ma veramente intenso. Se avete dieci minuti è una lettura che vi consiglio.

Amélie Nothomb

amelie nothomb

Una delle mie scrittrici feticcio è sicuramente Amélie Nothomb.

Una donna intelligente, arguta, multiforme.

Amo tutto di lei: la vita, i libri e soprattutto la fantasia sconfinata che trova radici salde e profondissime nella perfetta padronanza dell’arte della scrittura e del racconto.

E’ una tipa simpatica: leggete l’intervista rilasciata a Cristina Taglietti sul Corriere della Sera o riguardate l’intervista che le fece Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche nel 2007. Fu quel giorno che mi innamorai di lei e decisi di leggere i suoi libri.

E’ una scrittrice prolifica: ha pubblicato 20 libri, uno all’anno, ma ne ha scritti almeno 76. In realtà, se prendete un suo romanzo in mano, potreste rimanere delusi: a parte l’Igiene dell’assassino sono tutti molto brevi, quasi dei racconti. Ma tale è la perfezione che traspare da ogni riga che non potrete non esserne soddisfatti.

Il 25 febbraio esce il suo nuovo libro Barbablù per l’editore Voland e penso che lo acquisterò a breve, anche se devo ancora mettermi in pari con tutte le sue pubblicazioni. Sono lì, sottili e ordinate, che mi aspettano in libreria: tanti cioccolatini dal colore diverso ma sempre di squisita fattura.

la mia collezione di cioccolatini

Non so se succede anche a voi, ma quando trovo un autore che mi piace veramente voglio leggere tutto quello che ha scritto. E in libreria finisce che mi prendono per pazza. Ricordo ancora l’espressione della commessa della Feltrinelli quando sono arrivata in cassa con sei libri della Nothomb. Allibita. Ripensandoci forse più per il mio atteggiamento da esaltata e il mio poco velato tentativo di convincerla a leggerli tutti anche lei…

Se ancora non conoscete questa autrice e volete immergervi nelle sue atmosfere misteriose, conoscere i suoi eccentrici personaggi e seguire le sue trame anticonvenzionali, vi consiglio di iniziare da Stupore e tremori o da L’igiene dell’assassino, i suoi libri a cui sono più affezionata. Vi garantisco che non ve ne pentirete!