Il dandy della Reggenza di Georgette Heyer. Romanzo storico, romantico e pure giallo. In una parola: adorabile.

Il dandy della reggenza

Avete presente quei periodi di intenso lavoro e tanti fastidi in cui siete stanchi, svogliati, tutto vi annoia e cercate conforto nel cibo preferito sperando che qualcosa vi strappi all’apatia? Ecco, io ci sono dentro.

In queste misere condizioni la lettura si fa difficile. Io vorrei, vorrei tantissimo procedere con Joan Didion, ma al terzo incipit con quarta variazione della voce narrante solo nelle prime dieci pagine ho issato bandiera bianca e affondato la mano nel sacchetto polka della Haribo. Mi ha salvato dal coma iperglicemico un romanzo di Georgette Heyer: Il dandy della Reggenza, edizione Astoria. Divorato.

Della Heyer avevo già letto un paio di anni fa Sophy la Grande, sempre per Astoria, sempre tradotto da Anna Luisa Zazo, e mi era piaciuto molto. Questo mi ha appassionato ancora di più. Ma chi è Georgette Hayer? E’ una prolifica scrittrice inglese del XX secolo che ha ambientato numerosi romanzi nel periodo della Reggenza (1811-1820), un’età storica famosa in Inghilterra per il forte fermento culturale e il fenomeno del dandismo in reazione all’affermarsi della borghesia. La nostra autrice è famosa per la grande accuratezza storica: fa interagire personaggi realmente esistiti con quelli inventati da lei, descrive minuziosamente vestiti, architetture e dinamiche sia sociali che comportamentali, facendoci quasi credere di essere una contemporanea della Austen. E Jane Austen mi è venuta in mente spesso durante la lettura del libro, sia per la caratterizzazione dei personaggi, principali e secondari, sia per l’ambiente sociale, sia per l’ironia che permea il racconto. Mi sa che Georgette era una Janeite* !

Per anni Georgette Hayer è stata snobbata dalla critica, relegata ad autrice di romanzetti rosa, come se una donna non sapesse scrivere altro… La casa editrice Astoria si è prefissata il compito di darle il giusto merito, con una nuova traduzione e un’elegante veste grafica. Credo che leggerò anche gli altri suoi romanzi perché li trovo una lettura d’evasione colta, ben scritti e approfonditi senza essere pretenziosi.

Il dandy della Reggenza parla di due fratelli, Judith e Peregrine Taverner, che alla morte del padre vengono affidati a un tutore perché amministri la loro cospicua eredità fino alla loro maggiore età. Il libro si apre con i due ragazzi che lasciano la campagna per recarsi a Londra a conoscere il tutore, Lord Worth, e chiedergli di essere introdotti nell’elegante società cittadina. Il rapporto sarà esasperante sia per lady Taverner, orgogliosa ragazza che grazie alla bellezza, il buon gusto e la cospicua rendita (8000 sterline!) attirerà numerosi pretendenti nella elegante società che vuole conquistare, sia per il tutore stesso, seccato dall’ingrato compito e costretto a scontrarsi con il carattere fiero e ribelle della sua pupilla. Il giovane Perry Taverner, svagato e appassionato ma piuttosto inconcludente, si troverà implicato invece in situazioni sempre più rischiose che faranno sospettare che qualcuno attenti alla sua vita per raddoppiare la rendita della sorella e potersene appropriare impalmandola. Fino alla fine dubiteremo di tutti, cambieremo opinione sui vari personaggi, affezionandoci e lasciandoci deludere fino al ben congegnato finale. Sia la trama gialla che quella rosa sono ben costruite e confesso di avere letto il libro in pochissimo tempo, completamente rapita dal succedersi degli eventi.

Il rapporto tra Lady Taverner e Lord Worth ricorda per molti tratti quello tra i protagonisti di Orgoglio e Pregiudizio (la storia d’amore per eccellenza per quel che mi riguarda), anche se preferisco la Judith ribelle dei primi capitoli a quella addolcita del finale. I dialoghi sono eccellenti e devo confessare che ho passato lunghi momenti in rete a cercare i personaggi e i vestiti dell’epoca per apprezzarne ancora di più le descrizioni.

Il dandy che dà il titolo al libro è il famoso Lord Brummell, personaggio realmente esistito, arbiter elegantiarum della nobiltà londinese e non solo, consigliere del reggente Principe di Galles e massima espressione del dandismo. Un fenomeno che portava gli uomini a ricercare la perfezione nei modi, eleganti, distaccati e ironici, e nel guardaroba, con estensione a tutto ciò che esprime raffinatezza ed è cifra della nobiltà. Non stupirà quindi leggere della cura maniacale di stivali, cravatte e colletti, dell’importanza della scelta di una miscela di tabacco esclusiva o di un sarto dal taglio impeccabile; la perfetta conoscenza dell’arte e della letteratura, la frequentazione dei luoghi e delle persone più alla moda. Diciamo che il mondo degli hipster e dei fashion blogger di oggi è solo un pallido riflesso dello splendore di quegli anni, dove alla perfezione estetica si accompagnava una ricercatezza altrettanto accurata nei modi e nella cultura, alla ricerca di quel quid che dimostrava la superiorità della nobiltà.

Il dandy della Reggenza è sicuramente un libro che mi sento di consigliare a chi ama il periodo e i dialoghi di Jane Austen e a chi cerca una lettura interessante e scorrevole, mai banale. E ora, avanti il prossimo!

Giorgio IV il Reggente

Giorgio IV il Reggente

Il Beau Lord Brummell

Il Beau Lord Brummell

 

 

 

*termine usato per definire le grandi ammiratrici di Jane Austen.

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Ragione e sentimento – Jane Austen è sempre attuale

Ragione e Sentimento - Jane Austen

Perchè leggere i classici? Mi chiede Calvino dal reparto narrativa della libreria. Non conosco ancora la sua risposta, ma mi sono fatta un’idea sull’argomento.

Intanto un classico è un libro che ha resistito al Tempo, alla Critica e trova continuamente lettori appassionati. In seconda battuta un libro per definirsi tale non deve mai smettere di dirci qualcosa, su noi stessi o sul mondo. Deve avere un messaggio universale, non tanto una risposta quanto piuttosto una domanda, o più di una.

I classici si amano o si odiano. Non lasciano indifferenti. E quando nasce un amore spesso si ha voglia di riviverlo, anche a distanza di anni.

Con Jane Austen è così. Ho letto tutte le sue opere. Più volte e in fasi diverse della mia vita. Anche se Orgoglio e Pregiudizio rimarrà sempre il libro che amo più di ogni altro, mi sono appassionata anche ad Emma e Ragione e Sentimento, questo finito da poco di rileggere.

Sarà che è impossibile non riconoscere e riconoscersi nei personaggi creati dalla penna della mitica Jane, ritrovarsi e ritrovare i piccoli difetti, le rare virtù, gli slanci generosi e le meschinità quotidiane. Amore, amicizia e affetti familiari si contrappongono ai doveri sociali, invidia e grettezza d’animo.

Le eroine austeniane non sono perfette e proprio per questo è più facile riconoscersi in loro.

Le sorelle Dashwood rappresentano i due poli del titolo: Elinor è razionale, riservata, assennata mentre la sorella minore Marianne coltiva un animo appassionato, incapace di finzioni o tiepidi entusiasmi. Marianne disapprova la sorella, non comprende che la profondità dei sentimenti non è proporzionale alla loro ostentazione. E’ una ragazza impulsiva, giovanissima, piena di sogni e giudizi taglienti su chi non è brillante come lei. Elinor invece soffre in silenzio, il senso del dovere la porta ad essere leale anche con chi vuole solo ferirla, si accolla l’onere dei rapporti sociali per rimediare alla selvatichezza della sorella.

Ma alla fine del libro chi prevale? La ragione o il sentimento? Nessuno dei due, quanto piuttosto la loro armonia, ricercata in una coesistenza impossibile e in un equilibrato alternarsi.

Lost in Austen – Mini serie TV

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Dopo aver letto con grande soddisfazione il libro Lost in Austen, ho scoperto che esiste anche una serie omonima realizzata in quattro episodi per la tv inglese. Cercando in rete ho trovato gli episodi sottotitolati in italiano su youtube… una tristezza infinita! L’immagine è di qualità bassissima e i sottotitoli in una lingua diversa dall’originale mi creano una grande confusione. Nonostante le difficoltà ho guardato tutto il primo episodio e il mio entusiasmo è stato così contagioso che Mr Fog mi ha regalato il dvd originale, fatto arrivare direttamente dall’Inghilterra. E’ stato così che abbiamo passato quattro piacevolissime serate, nonostante mio marito non sia un grande amante dei film in costume (quanto ha sofferto al cinema con Jane Eyre… un martire!).

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Lost in Austen – Emma Campbell Webster

copertina Lost in Austen

L’ho desiderato tantissimo dal primo momento in cui ho visto la copertina. Poi quando ho letto più precisamente di cosa si trattava non ho più trattenuto l’entusiasmo e ho stalkerato mr Fog perchè me lo regalasse a Natale. E così è stato!

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