Ragione e sentimento – Jane Austen è sempre attuale

Ragione e Sentimento - Jane Austen

Perchè leggere i classici? Mi chiede Calvino dal reparto narrativa della libreria. Non conosco ancora la sua risposta, ma mi sono fatta un’idea sull’argomento.

Intanto un classico è un libro che ha resistito al Tempo, alla Critica e trova continuamente lettori appassionati. In seconda battuta un libro per definirsi tale non deve mai smettere di dirci qualcosa, su noi stessi o sul mondo. Deve avere un messaggio universale, non tanto una risposta quanto piuttosto una domanda, o più di una.

I classici si amano o si odiano. Non lasciano indifferenti. E quando nasce un amore spesso si ha voglia di riviverlo, anche a distanza di anni.

Con Jane Austen è così. Ho letto tutte le sue opere. Più volte e in fasi diverse della mia vita. Anche se Orgoglio e Pregiudizio rimarrà sempre il libro che amo più di ogni altro, mi sono appassionata anche ad Emma e Ragione e Sentimento, questo finito da poco di rileggere.

Sarà che è impossibile non riconoscere e riconoscersi nei personaggi creati dalla penna della mitica Jane, ritrovarsi e ritrovare i piccoli difetti, le rare virtù, gli slanci generosi e le meschinità quotidiane. Amore, amicizia e affetti familiari si contrappongono ai doveri sociali, invidia e grettezza d’animo.

Le eroine austeniane non sono perfette e proprio per questo è più facile riconoscersi in loro.

Le sorelle Dashwood rappresentano i due poli del titolo: Elinor è razionale, riservata, assennata mentre la sorella minore Marianne coltiva un animo appassionato, incapace di finzioni o tiepidi entusiasmi. Marianne disapprova la sorella, non comprende che la profondità dei sentimenti non è proporzionale alla loro ostentazione. E’ una ragazza impulsiva, giovanissima, piena di sogni e giudizi taglienti su chi non è brillante come lei. Elinor invece soffre in silenzio, il senso del dovere la porta ad essere leale anche con chi vuole solo ferirla, si accolla l’onere dei rapporti sociali per rimediare alla selvatichezza della sorella.

Ma alla fine del libro chi prevale? La ragione o il sentimento? Nessuno dei due, quanto piuttosto la loro armonia, ricercata in una coesistenza impossibile e in un equilibrato alternarsi.

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Mrs Falangetta

Dido di sottofondo, penombra, stesa a letto, sola. Ricreo le condizioni miglori per cullare la malinconia di questa giornata. Ho finito di leggere “Emma”, ho giocato con il cellulare, ho zompettato per casa sulle mie stampelle fiammanti. E mentre gli altri affrontano l’afa che immagino dietro i vetri del velux, io cerco di farmi una ragione di questo riposo forzato, di questa inattività che non mi appartiene. Un passo alla volta, le mani già arrossate, un dolore che si palesa ogni tanto. E le cento cose che vorrei fare si perdono nel tempo che scorre. E tutto per un’infradito che si rompe, un gradino di troppo, l’asfalto che amplifica il colpo. Un gran male. Ma adesso ne è rimasto solo il timore e io vorrei tornare alla mia quotidianità, a tutte le attività che tengo in piedi come un giocoliere ormai annoiato. La fatica fisica prende anche la mente e non sono capace di concentrazione…

Ecco, il disco è finito e per mettere su il prossimo devo pianificare le mie mosse come un giocatore di scacchi.