La bambina senza cuore – Emanuela Valentini

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Contrariamente alle mie abitudini ho interrotto la lettura di Anna Karenina per La bambina senza cuore. Dovevo solo dare un’occhiata preliminare al pdf, messo a disposizione gratuitamente dalla redazione di Speechless, e invece mi sono lasciata travolgere dalla storia e in un paio di giorni l’ho divorato, lasciando Anna, Vronskij e Aleksei in sospeso.

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La strada alla fine del mondo – Erin McKittrick

Su consiglio di un amico, ho letto il mio primo libro di viaggi: “A long trek home: 4.000 miles  by boots, raft and ski” il racconto di una lunga avventura da Seattle fino alle isole Aleutine in Alaska, il tutto senza usare mai mezzi a motore ma solo a piedi, in canotto o con gli sci.

copertina dell’edizione cartacea italiana

Impaziente di leggerlo, l’ho comprato in versione ebook e si è dimostrata un’ottima scelta: penso di avere evidenziato quasi ogni pagina! Tra appunti naturalistici, riflessioni e aneddoti, la lettura è andata veloce, nonostante non sia solitamente una grande amante delle descrizioni paesaggistiche.

Il libro è narrato in prima persona dall’autrice ed è suddiviso in quattro sezioni, una per stagione, ognuna preceduta da una mappa dettagliata con riportati il percorso seguito, i punti di rifornimento e i luoghi descritti in maniera più approfondita durante il racconto.

Non si tratta di un vero e proprio diario di viaggio, quanto di una raccolta di aneddoti e riflessioni, scaturiti dall’immersione nella natura.

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Il silenzio dell’onda – Gianrico Carofiglio

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“Tutti abbiamo la nostra quota di pazzia. La questione è come ci si convive. Alcuni ci riescono, più o meno bene, altri no. La gente viene da me per imparare a convivere con la propria pazzia. Anche se quasi nessuno ne è consapevole.”

La frase avrebbe dovuto fargli paura. Invece Roberto avvertì un inatteso senso di quiete. Come una cosa che si poteva accettare e che, affrontata, era molto meno brutta di come uno se la immaginava, nascosta in qualche sgabuzzino fetido della coscienza.

Roberto è un carabiniere, in congedo per malattia. Un appuntato l’ha trovato dietro la sua scrivania con la canna della pistola d’ordinanza in bocca, sul punto di premere il grilletto.

La sua vita, prima tutta azione e adrenalina, ora è sospesa, scandita solamente dagli appuntamenti con il suo psichiatra, punti fermi nella corrente dei pensieri e dei ricordi.

Durante la lettura scopriamo cosa l’ha portato sull’orlo del baratro, i passi che uno dopo l’altro l’hanno condotto alla disperazione, alla negazione della  vita.

Mentre i ricordi si fanno sempre più duri, incagliati nella coscienza e difficili da sradicare, ci accorgiamo di due luci. Una, più forte, è il dottore, il faro che guida Roberto seduta dopo seduta; l’altra è un fuoco fatuo, flebile, sempre sul punto di spegnersi, ma altrettanto salvifico, ed è Emma, un’attrice, anche lei paziente nello stesso studio.

Inizialmente sono rimasta colpita da alcune analogie con il romanzo di Murakami, suggestioni più che temi: l’iniziale alternanza dei capitoli per narrare la storia di due diversi personaggi; la scelta del suicidio con un colpo di pistola in bocca, per arrivare dritti al cervello e non rischiare di sopravvivere; il padre di Tengo e il motto del quadro di Armstrong nello studio dello psichiatra: ci sono certe cose che non puoi capire se hai bisogno che ti vengano spiegate… Mi sono chiesta quali sono gli influssi comuni che possono portare due scrittori talmente diversi a creare delle immagini così fortemente simili.

Procedendo con la lettura sono però riuscita a distaccarmi dal romanzo precedente, ad apprezzare la scrittura asciutta e scarna di Carofiglio, la durezza con cui vengono presentati i fatti, quasi fossero atti presentati di fronte a un giudice.

I temi non sono certo allegri: si parla della difficoltà di vivere, dei traumi che dobbiamo affrontare nel corso della vita e che certe volte rischiano di affogarci. Ma alla fine il messaggio è di speranza: possiamo continuare a vivere nonostante le ferite, soprattutto quando ci rendiamo conto che sono inevitabili e connaturate alla stessa vita dell’uomo.

“Il silenzio dell’onda″ di Gianrico Carofiglio, edizioni Rizzoli Etas, uscito il 19/10/2011, prezzo 9,99 €, formato epub,  pagg 143.

1Q84 – libri primo e secondo

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La settimana scorsa ho finito il mio primo ebook: “1Q84” di Haruki Murakami, traduzione di Giorgio Amitrano, edizioni Einaudi, uscito l’8/11/2011, prezzo 9,99 €, formato epub,  pagg 750, acquistato sul sito della Feltrinelli.

Di Murakami avevo già letto “Norwegian Wood” e “After dark” ed ero molto incuriosita da questa sua ultima pubblicazione. Non sapevo però che l’opera é formata da tre volumi e che il terzo dovrebbe uscire in edizione separata qui ottobre. Non vedo l’ora di poterlo leggere: devo sapere come si evolveranno le due storie intrecciate che costituiscono l’anima del racconto e nell’attesa faccio fatica a iniziare un nuovo libro, nonostante abbia un paio di titoli interessanti da parte.

La struttura del romanzo è articolata in brevi capitoli in cui si alternano le vicende dei due protagonisti principali: Aomame, una giovane istruttrice di arti marziali e stretching, e Tengo, un professore di matematica in una delle tante scuole preparatorie all’università.

In 1Q84 nulla è come sembra: c’è sempre uno scarto dalla realtà. Murakami è bravissimo a  introdurci nel suo mondo lentamente, rendendo accettabili le idee narrative più strampalate.

Il libro è lungo -infatti sono due- ma scorre riga dopo riga, in un crescendo di tensione che magistralmente raggiunge il picco alla fine di ciascun capitolo.

I personaggi ci vengono svelati pagina dopo pagina: tramite flashback ricostruiamo il puzzle del loro passato, fondamentale per capire le loro azioni e comprendere le ragioni profonde dietro le loro decisioni.

Sullo sfondo Tokio e la periferia giapponese, colonna sonora jazz e opere classiche semisconosciute, sul comodino libri di autori russi e racconti epici giapponesi, sovrastante come una cappa di smog il continuo richiamo a “1984” di Orwell.

Lo stile di Murakami è asciutto, preciso, ricco di dettagli mai inutili. Non c’è spazio per la vaghezza o il pressapochismo, ogni elemento è ben definito, che sia la descrizione dell’ abbigliamento di un personaggio o della serra di farfalle di un’anziana dal carattere d’acciaio.

Non ci sono personaggi di sfondo, ognuno ha la sua storia, le sue manie, una caratterizzazione fisica e caratteriale accurata.

Un libro da leggere.

Vi aspetto alla fine del terzo libro.

“Nel taxi la radio trasmetteva un programma di musica classica in FM. Il brano era la Sinfonietta di Janacek. Non esattamente la musica più adatta da sentire in un taxi bloccato nel traffico. E del resto nemmeno l’autista sembrava ascoltarla con troppa attenzione. L’uomo, di mezza età, era impegnato a guardare in silenzio la fila interminabile di auto che aveva davanti, come un pescatore provetto che, ritto a prua, scruta un minaccioso gorgo di correnti.”

“… il pregio maggiore è che la Crisalide d’aria non tenta di copiare nessuno… Lo stile, certamente, è grezzo, e anche la scelta delle parole è infantile. … Volendo, si potrebbero elencare molti altri difetti. Ma se non altro in questa storia c’è qualcosa capace di coinvolgere il lettore. Sebbene la trama sia nell’insieme fantastica, le descrizioni dei dettagli sono estremamente realistiche. L’equilibrio fra questi due aspetti è eccellente.”