Giornate un po’ così.

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Sono giornate più zoppicanti del solito, in cui mi perdo tra pensieri interrotti e sogni acerbi. Sono stanca, forse troppo, e me ne accorgo dalla memoria che vacilla, la concentrazione intermittente e le frasi sospese a metà.

Quando ti dicono che la salute è tutto, è vero. Senza, ogni cosa è più difficile. Sia che si tratti della tua che quella delle persone che hai vicino. Il dolore abbruttisce, innervosisce, fa saltare i depositi di pazienza attentamente accumulati. Mette in cuore un seme di rabbia che germoglia in frasi cattive, non volute. La sofferenza prende tutta la tua attenzione e dedicarsi agli altri è uno sforzo sempre più gravoso.

Eppure la sofferenza fa parte della natura umana, ci tocca dalla nascita e ci accompagna, con intermittenza, per tutta la vita. Quando si muore si smette di soffrire, dicono.

Ma a cosa serve soffrire? Vedo persone piegate nel fisico o nell’animo, dolori acuti o cronici, tutti a loro modo destabilizzanti. Da piccola mi ero data una risposta: ognuno di noi patisce solo il dolore che è in grado di sopportare e attraverso questo dolore ha l’occasione di elevarsi moralmente e spiritualmente.

Da piccola ero decisamente troppo seria. Oggi, sono troppo confusa per trovare una risposta. Mi godo il piacere di un cappuccino dopo mesi e sorrido di un’alba incantevole. Il dolore passerà, prima o poi, come sempre è stato. Per me e soprattutto per chi amo.

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Oggi è una giornata fredda e ventosa.

Il sole di ottobre cerca di scaldare le foglie e le mani, appena tremolanti.

Di solito il dieci ottobre piove. O c’è nebbia. Invece oggi il cielo ha solo qualche velatura.

E’ così anche per me.

E’ passato il tempo delle lacrime, il tempo del dolore sordo e cattivo che inquina il presente. La rabbia e il senso di ingiustizia.

Rimane una quieta nostalgia. Un filo di tristezza a volte più spesso, a volte più esile.

Si dice che il tempo curi ogni ferita. E’ il semplice sovrapporsi degli anni a sbiadire i sentimenti? O il merito è di chi resta, di quello che resta. Di chi arriva.

E’ passato il tempo delle lacrime. Vorrei lo fosse. Ma finché c’è il ricordo di un amore così grande, reso perfetto e indelebile da una chiusura netta e irrevocabile, il dolore saprà sempre trovare la sua strada, chiudere la gola e arrossare gli occhi. Un momento e poi verrà deglutito, riassorbito in una giornata simile alle altre.

Oggi splende il sole. Vorrei piovesse.