Antichrista di Amelie Nothomb – il fascino del narcisismo

Antichrista di Amelie Nothomb – il fascino del narcisismo

antichrista

Christa è bella? Blanche se lo chiede.

La sua “migliore amica” è riuscita a sedurre tutti quelli che conosce con la grazia dei suoi sedici anni ma solo a lei è permesso di scorgere il suo vero volto: Antichrista.

Un romanzo breve e raffinato, come la Nothomb ci ha abituati, in cui il grottesco si insinua perfidamente nella vita di tutti i giorni, facendoci urlare di indignazione.

Un ritratto lucido dell’adolescenza, dei suoi meccanismi mentali, dei rapporti di forza e di amicizia, del percorso tortuoso che una giovane mente deve seguire per emanciparsi e riconoscersi.

Blanche e Christa, due ragazze agli opposti che per un gioco di sguardi si scelgono, in un’amicizia che è più un tentativo di sopraffazione, di definizione del sè a scapito dell’altra.

Chi vincerà in questo duello giocato sul filo dell’ironia e del sarcasmo? Non vi resta che leggere e lasciarvi stupire dal finale, ancora una volta.

 

Letture interrotte

alice stecchitaIn queste settimane non sto leggendo.

O meglio, inizio molti romanzi e li abbandono dopo poche pagine. Sarà colpa loro? Sarò io troppo stanca? Di certo il tempo non abbonda, ma questo non è mai stato un problema. Se un libro mi affascina posso leggerlo mentre faccio colazione, in bagno, asciugandomi i capelli – sotto la doccia no, per ora.

Ho iniziato “Il postino suona sempre due volte” di James Cain, abbandonato a metà. Libro passionale e drammatico, poco nelle mie corde.

Ho iniziato “La nostalgia felice” di Amelie Nothomb, interrotto al primo capitolo e in attesa di essere ripreso in mano.

Ho iniziato un giallo di Simenon, antidoto alla stanchezza, mollato pure quello.

Ho iniziato “Vuoi star zitta per favore?” di Carver e sto faticosamente leggendolo, un racconto alla volta, ognuno un peso in più sul cuore.

Ho iniziato una serie di saggi su un argomento che mi sta a cuore, traditi pure loro.

Una moltitudine di segnalibri delle più varie origini e forme spunta minacciosa dalla trincea dei libri da leggere, avanza e invade i vari scaffali, piazzandosi in prima fila e reclamando la mia attenzione.

Io mi siedo sul divano e guardo una puntata di Lie to me, gelato e cucchiaio in mano.

Verranno tempi migliori. Forse.

Dizionario dei nomi propri di Amèlie Nothomb – l’influenza del nome sul proprio destino

fiori freschi vs fiori finti

Il profumo dei gelsomini appena sbocciati ha accompagnato la lettura di questo breve romanzo. La loro grazia e bellezza ben si accorda alla figura di Plectrude, occhi da ballerina e mente tenace che affronta un destino spesso tragico e sublime.

Le circostanze della nascita di Plectrude sono assai singolari, quasi quanto il suo nome, fortemente voluto dalla madre. Perchè in un nome si cela il destino di una persona: i suoni, le dissonanze, la particolarità possono esaltare o affossare una persona, sottolineandone le caratteristiche. Amélie lo sa e pone sempre grande attenzione nella scelta dei nomi dei suoi personaggi. E non lo facciamo anche noi quando giunge il momento di scegliere il nome di un figlio? La nostra eroina è bellissima, come la protagonista di una favola, e quasi una favola sembra questa narrazione, se non fosse per gli incisi dell’autrice che ci riportano bruscamente alla realtà, interrompendo l’incanto. Seguiamo le sue avventure di bambina prima e di adolescente poi, ammirati dalla grandezza delle sue qualità e dei suoi difetti.

La danza, il cibo, la madre, la morte, l’amore, Amèlie Nothomb. Questi i temi principali del romanzo. Non ci sono refusi, sono proprio gli argomenti principe di qualsiasi romanzo della scrittrice belga. Le immagini che riesce a creare, il rovesciamento dei luoghi comuni, danno un sapore particolare alla lettura.

Eppure non è uno dei migliori libri della Nothomb, forse per la poca unitarietà del racconto, diviso in più scene che si concludono bruscamente, spesso in maniera surreale. C’è forse troppo compiacimento in questo romanzo, un manierismo che stanca senza affascinare del tutto. Il gioco che conduce la mia scrittrice preferita è sempre molto pericoloso e rischia più volte di far crollare la sua meravigliosa cattedrale, oggi costruita su fondamenta di argilla, invece che farle spiccare il volo. Tuttavia il fascino della lettura è superiore a qualsiasi dissonanza e le pagine scorrono veloci, fino alla conclusione. Totalmente inattesa.

Dizionario dei nomi propri (Robert des noms porpres) di Amélie Nothomb (2002), traduzione di Monica Capuani, edizione Voland, pagg 148

Cento!

cento di questi post

Eccoci qua.

Post numero cento!

Cento post scritti in un anno e mezzo: potrebbero sembrare pochi ma per me sono veramente tanti. E’ un traguardo che non pensavo di riuscire a raggiungere e che non mi ero nemmeno posta. E proprio questa mattina, a celebrazione dell’evento, mi è arrivato un graditissimo pacco da Roma.

Lunedì, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre), la casa editrice Voland applicava il 20% di sconto sulla collana Le Amazzoni e se l’acquisto era fatto da una donna c’era in omaggio un libro a scelta tra:

Cardoso: Campo di sangue; Il compleanno; Le mie condoglianze
Nothomb: L’entrata di Cristo a Bruxelles; Barbablù
David-Néel: Viaggio di una parigina a Lhasa

Se foste fan della mia pagina facebook (link sulla colonna a destra) l’avreste saputo anche voi e oggi potreste condividere con me la felicità per un pacco di libri nuovi!

spedizione Voland

Se qualcuno avesse dei dubbi ho scelto tutto Nothomb: due libri (AntichristaDizionario dei nomi propri) e il libro omaggio (L’entrata di Cristo a Bruxelles). La mia collezione ameliana si amplia! Ed avendo preso due libri ho pure ricevuto una borsa di stoffa in omaggio, la bla bla bla… shopper. Molto graziosa. Ci tengo a precisare che questo post non è sponsorizzato da Voland, anche se voglio loro tanto bene. Ora che ho il catalogo (mi hanno inviato pure quello, con tanto di segnalibri) magari spazierò anche tra le opere di qualche altro loro autore.

Tornando al blog, per chi interessa, mi sono riguardata tutti gli articoli e ho individuato queste categorie, ordinate per maggior numero di post dedicati:

Libri (28), Personali (28), Viaggi (17), Gatti (8), Film&Telefilm (7), Scrittura (4), Arte (3), Videogiochi (3), Musica (2).

Sono cifre che mi fanno riflettere: non pensavo che un 30% dei post fossero autoreferenziali o dedicati al blog mentre temevo una presenza maggiore di felini. I libri sono predominanti, anche se la mia intenzione originaria era parlarvi del viaggio in Alaska (da cui il nome del blog tra l’altro). Alla fine la mia più grande passione ha preso il sopravvento e spero di riuscire a darvi qualche buon consiglio di lettura.