Allatta come dico io. Le crociate del XXI secolo.

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Oggi leggo sui giornali online dell’ennesima polemica sull’allattamento in pubblico.

E’ un tema a cui sono molto sensibile e che spesso per pudore non affronto apertamente: ci sono argomenti delicati che circondano non solo il mondo dell’infanzia ma tanti aspetti della nostra vita e ho l’impressione che si sia persa l’arte del dialogo a favore della polemica. Penso alle questioni vaccini, immigrati, alimentazione. Se non vi siete mai trovati a discutere su questi temi ritenetevi fortunati. Di solito si assiste allo schieramento delle due tifoserie, con lancio di insulti o tentativi sempre falliti di convertire l’altro.

Questo è un blog di nicchia, con pochi lettori affezionati e qualcuno di passaggio, ma sento la necessità di usare questo spazio privato per esporre il mio punto di vista.

Ci sono molti miti sull’allattamento, spesso contrastanti tra loro, e una mamma può sentirsi schiacciata tra diktat e consigli amorevoli, suggerimenti e imposizioni.

Il rapporto tra madre e figlio è estremamente personale e intimo. E’ una miscela di sentimenti, positivi e negativi, di fisicità, di mente. L’allattamento è diventato il simbolo della maternità, la sua chiave di volta. Dimmi come allatti e ti giudicherò come madre.

Perché il giudizio altrui ha così tanto peso nella vita di una mamma?

Me lo sono chiesto spesso. La gente normalmente si pone dei limiti quando s’impiccia della vita altrui. Si fa qualche scrupolo, parla alle spalle, si pone dei dubbi. Nella maternità degli altri non funziona così. Questi limiti cadono, anche quelli fisici. La maternità non è più un fatto privato ma della collettività. E la collettività vuole disporre e decidere, senza empatia, senza conoscenza.

Io ho allattato al seno, a richiesta, oltre l’anno e mezzo, anche in luoghi pubblici.

Lapidatemi.

E’ stata una mia scelta, necessaria a me e a mia figlia, prese sia singolarmente che come nucleo. Non penso di essere una mamma migliore di altre né peggiore. A me interessa solo essere la migliore per mia figlia, capire le sue esigenze e le mie.

Ho studiato molto, mi sono informata, ho discusso, sono stata ferita e trattata con durezza ma sono stata anche supportata e coccolata. Ho vissuto pienamente e consapevolmente l’allattamento e questo mi ha reso sicura delle mie scelte.

Ho imparato a rispettare le altre mamme. A volte è difficile, soprattutto quando sono convinta delle mie idee e queste cozzano con le loro. Mi esprimo con tatto e cerco il confronto, se c’è voglia di parlare. Perché a volte una mamma è stanca, sa che forse avete ragione, ma di discutere proprio non ha voglia. Il rapporto tra madre e figlio, l’allattamento stesso, sono processi in continua evoluzione e voi non sapete in quale punto andrete a inserirvi.

Allattamento al seno, con biberon, a orari, a richiesta, latte artificiale, latte tirato e congelato, chiusi in casa, in pubblico, per tre mesi, per tre anni. Le variabili sono infinite.

Lasciate in pace le mamme. Supportatele ma lasciatele libere di agire. Ignoratele ma non offendetele. Soprattutto noi donne, non mi stancherò mai di ripeterlo, dobbiamo supportarci, fare rete. C’è chi sogna un mondo di arcobaleni e unicorni, io sogno un mondo basato sull’empatia e la solidarietà. Chissà quale dei due ha più probabilità di avverarsi.

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Diamond Digger Saga – nuovo puzzle game della King

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La King ci propone un nuovo rompicapo che rischia di eguagliare gli altri titoli più famosi della software house: Diamond Digger Saga. Al momento non è ancora disponibile per piattaforma mobile ma spero che abbia abbastanza successo da ottenere la sua brava app e sconfinare da Facebook su tutti i nostri cellulari e device.

Da brava nerd ovviamente finora ho provato tutti i titoli usciti (vedi le mie recensioni di Candy Crush Saga e Farm Heroes Saga), ma mentre Papa Pear Saga e Pepper Panic Saga mi hanno stufato subito, Diamond Digger Saga mi sta prendendo molto.

La grafica come sempre è semplice, colorata e molto piacevole, le musiche dolci e rilassanti (anche se tolgo sempre l’audio ai giochini) e i vari tipi di schemi da risolvere piuttosto semplici.

Si tratta ancora una volta di un puzzle game: elementi principali un simpatico alieno appassionato di scavi e tante schermate piene di blocchi di terra che contengono diamanti.

A seconda del tischermata diamond digger sagapo di schema, nostro compito sarà raggiungere un certo punteggio, svegliare delle dolci lucciole dal loro sonnellino o raccogliere un certo numero di giocattoli. Molto infantile come ambientazione ma il limite messo alle mosse e la continua evoluzione dei singoli livelli lo avvicina molto come qualità a Candy Crush saga piuttosto che agli altri fratelli, decisamente meno brillanti.

Per far esplodere i blocchi di terra dobbiamo selezionare almeno tre diamanti dello stesso colore (super classico!). A seconda della densità del terreno (le caselle cambiano colorazione dello sfondo) dovremo realizzare una o più combinazioni per romperle, o rompere le caselle di terreno adiacente. Man mano che procediamo con l’escavazione, creiamo un percorso all’acqua che proviene dall’alto e quando questa raggiunge delle caselle speciali con freccette, ci permette di passare a nuove camere di scavo: più scendiamo nelle viscere della terra, più i punteggi aumentano e ad ogni passaggio di profondità guadagniamo due mosse extra. L’acqua ci serve anche a svegliare le lucciole o a prendere le chiavi che aprono i lucchetti che in alcuni casi chiudono il passaggio al livello successivo.

sveglia le lucciole

La difficoltà è graduale e le novità vengono spiegate in termini molto semplici che permettono una facile fruizione del gioco. Ovviamente non mancano i booster (mosse speciali) e la competizione con gli amici di facebook. Elemento positivo: se nessuno dei vostri amici gioca ancora a Diamond Digger saga non disperate: se aspettate tre giorni il mondo successivo si sbloccherà da solo e potrete tornare a deliziarvi con questo simpatico scacciapensieri!

Col nostro sangue hanno dipinto il cielo (Eleonora Caruso)

 

col nostro sangue hanno dipinto il cieloUn racconto bellissimo.

Potrei finire qui la recensione del racconto pubblicato questa settimana da Speechless Magazine perché ho già detto tutto. Ma non sono convinta che sia sufficiente per farvelo leggere, magari avessi tale autorità in campo letterario! Mi tocca quindi impegnarmi nonostante l’ora postprandiale per rendere merito a un’ottima scrittrice e ad una redazione che non sbaglia mai un progetto.

Ho iniziato a leggere stanotte, verso le quattro di mattina, in preda a una fastidiosa insonnia. Sono rimasta subito colpita dallo stile della Caruso: immagini potenti e originali che si innestano su una scrittura semplice ed efficace. Il racconto procede per scene, brevi dialoghi tra il protagonista e i personaggi che popolano il suo mondo, in una Tokyo moderna e asettica in cui la disperazione viene annegata nei piaceri, sperando di allontanare almeno per un poco una solitudine che schianta le anime più sensibili.

Le suggestioni sono infinite, per chi come me è cresciuto ad anime e manga, ritrovo il Giappone alienante di Murakami ma senza il potere salvifico della natura e della tradizione. L’equilibrio è spezzato e i ragazzi e le donne che appaiono tra le pagine sono fantasmi tristi, piegati a un destino che hanno accettato senza capire.

E’ un racconto profondamente malinconico, ma non tragico. Piccole scintille di luce trapelano in mezzo alla neve, alimentando la speranza di un riscatto, o almeno di uno strappo nella rete che dia la forza di aprire gli occhi su un nuovo giorno.

Per chi non è pratico di atmosfere nipponiche segnalo l’utile dizionario al termine della pubblicazione: non credo sia necessario per godere della lettura, il contesto è talmente ben costruito da rendere comprensibili anche i termini più tecnici, ma è interessante per approfondire alcuni aspetti della cultura giapponese.

Se vi ho invogliato alla lettura, pur senza raccontarvi trame o inserendo citazioni, il racconto lo trovate qui, potete leggerlo online o scaricarvelo. Gratuitamente. E’ non è poco per un prodotto di questa qualità.

Aspetto la vostra opinione!

 

Se una notte d’inverno un viaggiatore – Calvino

Potete leggere la mia recensione su Carta Resistente: Consigli di lettura: Mrs Fog.

E già che ci siete tenete d’occhio questo blog: tra consigli di lettura, riflessioni, suggerimenti e originali concorsi, sempre a tema letterario, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Buona lettura!