Che fastidio! Settimana d’autore su Cartaresistente

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Oggi sono ospite dagli amici di Cartaresistente per la settimana d’autore. Tema: il fastidio. Trovate qui il mio contributo: Il fastidio di Mrs Fog.

Consiglio di scorrere anche tra gli altri interventi (ne stanno pubblicando uno al giorno) perché ce ne sono di bellissimi, scritti da gente veramente brava.

Buona lettura!

AGGIORNAMENTO: dal 2018 il blog Cartaresistente non esiste più -sigh. Riporto di seguito il mio contributo:

Che fastidio il maschilismo!

Sono donna e sono femminista.

Pensi che sia scontato? Non lo è.

Spesso il peggior maschilismo si cela nelle pieghe più intime dell’animo femminile.

Sono stati bravi loro, gli uomini: ci hanno convinte che il femminismo è una robaccia brutta e inutile, un ringhiare rabbioso di femmine che nulla hanno di femminile.

Di donne che odiano gli uomini e odiano altre donne, se non la pensano come loro.

Non è così.

 

Il femminismo è amore.

Amore e rispetto.

Lotta, certo. Perché senza lotta i diritti non li puoi ottenere.

E’ una guerra di trincea che non conosce fine: a casa, sul lavoro, tra amici, nella propria solitudine.

E’ una lotta contro schemi culturali difficili da riconoscere, insidiosi.

Il maschilismo è un sabotaggio continuo: alla nostra autostima, alla nostra libertà, alla nostra possibilità di sognare e progettare un futuro nuovo.

Ci vuole indicare la strada, non permette soluzioni alternative.

A volte è violento, spesso paternalistico, sempre castrante.

 

Il maschilismo in rete è poi inevitabile: cerchi di navigare in acque sicure, eviti le zone infestate ma non sempre si può sfuggire alle bufere d’odio, alle secche lessicali, agli attacchi di viscidi pirati.

Scopri che il nemico è un grumo di ignoranza, superficialità e boriosa cattiveria che si attacca anche alle persone migliori. Un muco viscido che infetta il prossimo come un’epidemia.

E il femminismo è l’unica cura che conosco.

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2017 Women challenge

Anche quest’anno mi fa piacere partecipare a questa iniziativa promossa dal blog Peek a book che invita a leggere più autrici.

Per sapere di cosa tratta qui ho riportato le regole dell’anno scorso, valide anche per il 2017.

Il mio obiettivo per questa quinta edizione è arrivare al livello Super girl (da 16 a 20 libri scritti da un’autrice donna). Si tratta senz’altro di un’impresa molto difficile visto il poco tempo che posso dedicare alla lettura, ma mi piace osare.

Nella pagina letture 2017 c’è già l’elenco dei libri in lettura o letti quest’anno.

In calce a questo post riporterò di volta in volta quelli che partecipano al challenge, sperando che sia un lungo e interessante elenco, utile anche per chi volesse scoprire qualche nuova autrice.

  1. L’entrata di Cristo a Bruxelles di Amélie Nothomb.
  2. Il grande marinaio di Catherine Poulain
  3. L’anulare di Yoko Ogawa
  4. Le due metà della luna di Marco Rocchi e Francesca Carità.
  5. Girls di Jessica Schiefauer.
  6. Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola.
  7. Un po’ di follia in primavera di Alessia Gazzola.
  8. I figli sono pezzi di cuore di Giorgia Lepore.
  9. Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones.
  10. Petronille di Amélie Nothomb.
  11. La vegetariana di Han Kang.
  12. Felici i felici di Yasmina Reza.
  13. Il dio del massacro di Yasmina Reza.
  14. Arabesque di Alessia Gazzola.
  15. Penelope Poirot fa la cosa giusta di Becky Sharp.
  16. Perché scrivere di Zadie Smith.

2016 Women Challenge

women challenge 2016

Quante autrici avete letto quest’anno? Quante avevate in programma di leggerne?

E’ questo il succo del Women Challenge proposto per la quarta volta dal blog Peek-a-book! che propone anche una piccola classifica:

 

Livello 1: BABY GIRL – leggi 5 libri scritti da un’autrice donna
Livello 2: GIRLS POWER – leggi da 6 a 15 libri scritti da un’autrice donna
Livello 3: SUPER GIRL – leggi da 16 a 20 libri scritti da un’autrice donna
Livello 4: WONDER WOMAN – leggi più di 20 libri scritti da un’autrice donna

Si tratta di una sfida per lettori forti, ma è anche l’occasione per riflettere sulle nostre scelte letterarie.

Prima di controllare le mie letture del 2016, non avevo idea delle proporzioni tra autori ed autrici, ma ero propensa a credere di essere stata abbastanza equilibrata. E invece… Vittoria netta a favore delle donne: 13 su 17, 10 straniere e 3 italiane.

Ma esiste una lettura di genere? E le donne preferiscono leggere le altre donne? E gli uomini leggono le autrici?

Nel mio mondo ideale i libri vengono letti perché sono belli, interessanti, stimolanti. Il nome dell’autore importa solo nella misura in cui ci si appassiona alla sua scrittura e si vuole conoscere tutto il suo universo letterario. Il resto sono solo pregiudizi, non solo letterari.

Se avessi aderito a questa iniziativa all’inizio del 2016, come era più sensato fare, mi sarei posta come obiettivo quello di raggiungere il primo livello, vista anche l’attuale difficoltà a trovare tempo per leggere. Ma ora che mi mancano solo tre libri per raggiungere lo status di super girl mi sento incentivata a completare la sfida. Ci riuscirò? Basterà controllare la pagina delle mie letture il 31 dicembre. Già mi vedo sotto il tavolo al cenone di Capodanno per finire le ultime pagine…!

 

Per il regolamento completo, potete consultare questo post.

 

AGGIORNAMENTO:

A causa di forze maggiori che mi hanno impedito di leggere per tutto dicembre, la mia avventura nella letteratura femminile si è fermata a 14 libri letti nel 2016. Su un totale di 20 libri rimane comunque una buona media. Vediamo se il 2017 riuscirà a portare maggior tempo da dedicare alla lettura. Lo spero con forza.

Di femmine e femminismi. Pensieri sparsi.

Se c’è un tema che continua ad affascinarmi nelle sue infinite espressioni è sicuramente la donna e la sua percezione e rappresentazione. A volte credo che sia un atteggiamento piuttosto scontato, una sorta di ricerca di se stessi all’interno del proprio genere, ma non è tutto qui.

Da giovane sono stata una lettrice insaziabile e scriteriata: non mi interessavano l’autore, il titolo, il genere, bastava che fosse qualcosa di scritto. Spesso mi bastava l’atto della lettura e non mi rimaneva nulla delle pagine divorate velocemente.

Gli anni e la carenza cronica di tempo mi hanno portato ad essere più selettiva e d’un tratto mi sono accorta del filo rosso che lega le mie scelte. Non solo nelle letture ma anche nei film, nelle serie televisive, nei blog, nell’arte, nello sport, nella cronaca. A me interessano le donne: la loro voce, le loro storie. Le mie scrittrici preferite sono donne, e così le attrici, le sportive, le cantanti. Le ammiro di più, più degli uomini.

Leggendo questo articolo sulla donne nel mito suggerito da Alessandra (una blogger che stimo molto, che ve lo dico a fare) ho anche capito uno dei motivi: da sempre le donne partono da una condizione svantaggiata, imposta da una società prettamente maschile, e quando riescono ad emergere e farci sentire la loro voce hanno già compiuto un grosso sforzo, hanno acquisito una medaglia al valore.

In rete mi sono trovata a orbitare in siti e pagine femminili-isti, mi sono appassionata alle questioni di genere, al femminismo, alla maternità e ho ascoltato tante voci, tanti punti di vista diversi. Ho imparato che abbiamo bisogno più che mai del femminismo perché c’è ancora chi non ha idea di cosa sia e non si rende conto della prigione di vetro in cui siamo rinchiuse: vittime soprattutto di noi stesse, di meccanismi e ossimori talmente radicati nella società che non ne siamo nemmeno più consapevoli.

Femminismo per me è orgoglio di essere donna, è essere al fianco dell’uomo, né un passo avanti né uno indietro. E’ essere consapevoli che c’è un ritardo culturale nella nostra società e combatterlo. Con conoscenza e consapevolezza.

C’è ancora chi crede che non esista un problema legato alla condizione femminile, o sia comunque secondario rispetto al passato o non riguardi noi, la nostra cerchia. Invece vi dico che la questione femminile esiste, e continuerà ad esistere, fino a quando il mio essere donna sarà visto come un limite o come una condizione che pretende da parte mia certi comportamenti, pensieri, parole.

Vi invito a riflettere, a scovare e scardinare i maschilismi, soprattutto quelli più subdoli che si nascondono nelle parole, nei giudizi, nei piccoli gesti. Perché dipende da ciascuno di noi.