Cosa leggi in estate? Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel

Da quando l’estate non è più tempo di lunghe vacanze ma di scadenze lavorative, mi accorgo che le temperature estreme fiaccano la mia voglia di leggere. Sarà che manca la combinazione coperta sul divano + tazza di tisana + gatta addormentata al mio fianco, ma mi sono ritrovata più spesso a dormire o a guardare con scarsa attenzione una serie di Netflix che a intaccare l’enorme quantità di libri nuovi (ormai vecchi) che si sviluppa in tre dimensioni andando a minacciare l’incolumità di chi ci passa vicino.

In questa desolazione letteraria (una decina di giorni senza leggere, follia!) mi ha salvato un gruppo di amiche scrittrici (una più brava dell’altra) con le quali abbiamo fissato una data e un libro da leggere, un piccolo circolo letterario da usare come scusa per non perdersi nell’afa e nell’indolenza che affliggono la pianura padana e i suoi abitanti.

Il libro scelto è Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel, una scrittrice messicana classe ’73 che al momento ha all’attivo due romanzi e due raccolte di racconti tradotti in Italia. Bestiario sentimentale è una di queste, tradotto da Federica Niola per La Nuova Frontiera.

Il senso del dovere è come sempre una leva molto potente e così ho preso in mano i racconti della Nettel, disperando di finirli in tempo per la scadenza. Mi sbagliavo. Non so se sia per la scrittura o per i temi affrontati, ma si tratta di racconti magnetici, che difficilmente permettono di essere interrotti e in pochi giorni li ho letti tutti e cinque.

Scritti in prima persona, tre con voce narrante femminile e gli altri due maschile, raccontano tutti momenti fondamentali nella vita affettiva del narratore, che si tratti di amori, del rapporto genitori-figli o di entrambi. L’aspetto interessante e che rende profondamente unitaria la raccolta, è la presenza dell’elemento animale: non solo coprotagonista ma chiave di lettura di ogni racconto, nella sua bestialità non corrotta da sovrastrutture culturali, semplice espressione di una natura che segue le sue leggi e che l’uomo può solo osservare, senza poter influire se non con atti di forza, spesso inutili alla risoluzione del conflitto.

Un aspetto che mi ha colpito è la costruzione dei personaggi: ci vengono prima presentati con una biografia veloce ma esaustiva per poi passare all’analisi di un episodio topico della loro vita. Ci sono quindi due velocità nella narrazione, diverse densità di approccio alla storia, come se l’autrice volesse fornirci un ritratto completo del personaggio per poi soffermarsi a lungo su una piega dell’animo. Lo stile è preciso ma non ricercato, tende alla massima chiarezza e, nelle descrizioni degli animali, si fa scientifico per poi tornare evocativo. E’ come se ci fossero sempre due piani su cui si muove il racconto: uno legato all’esposizione dei fatti, chiaro e lineare, l’altro alla loro interpretazione, istintuale, spesso bizzarro, andando a creare uno scarto che affascina il lettore.

Sembra quasi che Nettel usi la stessa lente per osservare bestie e uomini, trovando molto più comprensibili i comportamenti dei primi rispetto a quelli dei secondi, il tutto con agio, senza la fretta di arrivare alla conclusione. Il finale è sempre chiarificatore del rapporto di specularità uomo/animale e non lascia scenari aperti, chiudendo la narrazione con un elegante cerchio e dimostrando come nulla sia superfluo o casuale.

La scelta delle bestie, a loro modo tutte animali da compagnia, spazia dalla più innocua coppia di pesci rossi, alla blatta, a una famiglia di gatti, a un fungo per finire con una vipera cinese. Animali reali e allo stesso tempo simboli, che accompagnano le svolte della narrazione, spesso sconcertanti eppure per questo più profondamente umane.

Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel, editore La Nuova Frontiera, traduzione Federica Niola, 2018.

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