In busta chiusa: a mia figlia. 10 tracce sulla mamma + bonus track

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In Busta Chiusa n. 20, un progetto di Cartaresistente
Lettera T di Mrs Fog
Illustrazioni di Davide Lorenzon

 

Cara Cecilia,

non hai nemmeno due anni e questa è già la seconda lettera che ti scrivo. La prima l’ho scritta con te in pancia, al corso preparto. Una lettera lunghissima, quasi un testamento spirituale, scritta con la consapevolezza che col parto non si scherza e ci si può anche rimanere secchi. Come ti accorgerai presto, hai una mamma ottimista ma non troppo.

Una mamma, certo ora sono anche questo.

Ma la maternità non mi ha cambiato, ha solo aggiunto un nuovo riflettore sul palcoscenico su cui salgo ogni giorno. E vorrei che tu conoscessi me non solo come madre ma anche come persona. Come tu sei mia figlia ma non sei una proiezione di me.

Facciamo un gioco: ti lascio dieci tracce di me. Quando leggerai questa lettera mi dirai se ho mantenuto fede a me stessa e non mi sono persa.

#1 Emozioni – Lucio Battisti. La canzone del padre.

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Ci sono tante canzoni legate a mio padre. Amava molto la musica, suonava la chitarra e mi ha fatto studiare pianoforte. Però è morto. Quando ero una ragazzina. E’ stato il dolore più grande che abbia mai provato ma è anche il motore che mi ha spinto a non arrendermi mai. A migliorarmi sempre. Perché il padre che hai conosciuto solo nell’infanzia è un padre perfetto, non è stato sporcato dall’adolescenza e poi rivalutato dalla maturità. E’ anche una tristezza che si è depositata leggera come neve in fondo al cuore e lì si è ghiacciata. Ogni tanto me ne dimentico ma è sempre lì, è una parte di me. Il suo ricordo ha condizionato molte delle mie scelte, la sua malattia mi ha dato fragilità ed emotività che ho cercato di trasformare in empatia. Era un uomo buono, intelligente e creativo. Mi voleva bene e questa consapevolezza mi ha sostenuto sempre. L’amore di un genitore può superare anche la morte. Anche il mio per te sarà così, stanne certa.

#2 “Mi chiamo Wolf e risolvo problemi” – da Pulp Fiction di Q. Tarantino

I'm Winston Wolf. I solve problems.

Io sono un ingegnere. Non è un lavoro, è un modo di essere. Se c’è un problema io devo risolverlo. Se non ne sono capace imparo a farlo. Dentro e fuori l’ufficio. Non mi interessa che tu segua le mie orme. Vorrei solo che avessi la fiducia, l’ostinazione e l’intelligenza di risolvere i tuoi problemi. Magari anche divertendoti!

#3 Over the rainbow – Madre Natura

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Non sono una persona molto spirituale ma credo nella connessione profonda tra Uomo e Natura. Sono il tipo che parla con le piante e quando sono particolarmente ispirata abbraccio gli alberi. E’ successo sull’altopiano di Asiago e nella foresta pluviale canadese, vicino a Tofino. I miei occhi hanno sete di paesaggi selvatici, poco addomesticati. Vivo in città ma se sto troppo lontano dalle montagne mi intristisco. Acqua, aria, luce e terra andrebbero assunti in dosi regolari, altro che ricostituenti. Non dimenticarti mai della potente bellezza della Natura, avvicinati sempre con rispetto e timore. Non umanizzarla ma cerca di sintonizzarti e capirla anche se rimarrà sempre un mistero.

#4 Fly me to the moon – Giappone, manga e anime

Totoro-ghibli-giapponeLa fascinazione per il Giappone ha radici lontane ma profonde. Negli anni mi sono nutrita di cultura giapponese: non solo cartoni animati, ma anche manga (fumetti), anime (film di animazione), letteratura, arte, cibo. Tutto quello che è jap mi affascina, dai panorami montuosi con i paesini isolati alle grandi metropoli ipertecnologiche e iperconnesse, la spiritualità profonda e le terme, i fenomeni pop e i karaoke, tutte contraddizioni di un popolo gentile e schivo ma che sa così bene raccontarsi.

Il Giappone mi ha dato tanto in questi anni: sogni e poesia con lo studio Ghibli e il regista Hayao Miyazaki, l’incontro con Amélie Nothomb, una delle mie autrici preferite, le storie d’amore e di amicizia di Mitsuru Adachi (Touch e Rough), le risate con Sailor Moon e Ranma 1/2, le lacrime con Ai Yazawa (Paradise kiss) e Haruki Murakami, ore e ore di lettura tra un esame di ingegneria e l’altro. Una passione che ho sempre condiviso con gli affetti più cari, amici, amori e parenti. Per ora solo la nonna è riuscita ad andarci, ma ti prometto che lo visiteremo insieme, è uno dei sogni miei e di papà. Totoro ci aspetta 🙂

#5 Libri, libri, libri… Ho detto libri?

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Ai libri ho persino dedicato questo blog. E’ una passione antica, un tratto fondamentale della mia vita: sono fatta per leggere. Un libro è una porta su una vita diversa: puoi assumere infinite forme, provare i sentimenti più contrastanti, risuonare come se quelle parole fossero state scritte proprio per te. Ce ne sono tantissimi, uno per ogni fase della tua vita, per ogni sentimento e inclinazione. Se leggi non sarai mai sola, nemmeno in mezzo al rumore della folla.

#6 Animo geek

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Da ragazzina smanettavo con il sega master system e il gameboy, poi sono arrivati i pc fissi, internet e gli smartphone. Le prime chat, le prime community, un blog, forum e ora tutti i social o quasi (snapchat non fa per me… sto invecchiando?). Mi piace essere aggiornata, conoscere le nuove mode, i nuovi linguaggi. La rete è svago, pura perdita di tempo, ma anche occasione di crescita e approfondimento. E’ un’ulteriore dimensione che mi attrae inesorabilmente. Mi vedo già, vecchia nonnina, che tengo il passo ai nipotini, almeno a livello tecnologico! Chissà quali possibilità incredibili, non vedo l’ora di esserci.

#7 Moon River . Acqua.

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Quando scivolo nell’acqua, bracciata dopo bracciata, ritrovo me stessa. La rabbia si dissolve, la tristezza cade sul fondo, i cattivi pensieri si disperdono con le bolle d’aria. I muscoli si tendono e i sensi si acuiscono. Nuotare è come respirare, non si dimentica mai.

#8 Famiglia

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Quando ero ragazzina andavano di moda quei test psicologici in cui dovevi descrivere il mare, il caffè, disegnare un albero e a seconda di come rispondevi ricavavi un quadro delle tue aspirazioni, valori e personalità. Al primo posto tra lavoro, amore e famiglia mi è sempre uscita vincente quest’ultima. All’epoca ero perplessa: ero più indecisa tra amore e carriera, a seconda del periodo. Eppure la famiglia è il valore fondante della mia vita. Ora ne ho addirittura due: quella di origine e quella che formiamo io, te, papà e la gatta. Per me la famiglia è femmina, una società matriarcale in cui le figure più importanti sono state la nonna materna e mia madre. Gli uomini sono attori importanti ma non vincono mai l’Oscar, preferiscono stare un passo indietro. La nonna Gianna è stata una figura fondamentale per figlie e nipoti: un carattere forte, ingombrante, con punte di estrema severità e tanti difetti ma anche un’infinita accoglienza, un amore parlato col cibo, con le attenzioni, con le preghiere che non mancavano mai, fosse per un esame o per un amore difficile. La nonna ascoltava e riempiva la stanza, anche quando era in silenzio. Si è presa cura di noi e noi poi ci siamo presi cura di lei. Troverai la sua impronta in tutti noi, anche su di te.

#9 Qualcosa che non c’è – Elisa. Frammenti d’anima

Quanto si riesce a conoscere una persona? Quanto si riesce a conoscere se stessi? Se fossimo sempre uguali, fedeli a noi stessi, coerenti nelle idee e nelle azioni, forse sarebbe possibile. Ma ti svelo un segreto Cecilia, le persone non sono semplici: sono frammentarie, in continua evoluzione, a volte costrette in un’armatura di abitudini che regola le loro vite, dando un’apparenza di stabilità. Ci sono delle tensioni interne, sotterranee, che restano costanti. Cercale, ascoltale e trova i tuoi punti cardinali. E’ una ricerca che prenderà tutta la tua vita, ma lo devi a te stessa. Cerca di conoscerti e di non tradirti. Chissà cosa penserai di me negli anni, chissà se vorrai conoscermi e vorrai farti conoscere da me. Ti regalo uno dei miei punti cardinali: il rispetto. Rispetto degli altri e di se stessi. Dell’amico e del nemico. Il rispetto fa parte della nobiltà d’animo, ma quella non tutti possono permettersela. Non esiste solo la luce, non esiste un’unica verità. Anche io sono fatta di molte luci e molte ombre, preferisco le prime e mi vergogno delle seconde, ma fanno parte di me e cerco di tenerle a bada. Sono battaglie solitarie, nascoste, ma non per questo meno importanti. Queste parole potranno sembrarti confuse, ti chiedo di concedere loro un momento di riflessione. Rileggile tra qualche anno e, se ce ne sarà la possibilità, ne potremo discutere insieme.

#10 Sing – Travis. Cantare

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Questa la sai Cecilia! Non hai nemmeno fatto in tempo a nascere che la mia voce ti ha accompagnato nei momenti più disparati della giornata. Canzoni di tutti i tipi, senza un filo comune di epoca, genere o lingua. Canzoni che ho accumulato negli anni, di cui ricordo frammenti, a cui spesso ho cambiato le parole o ho preso in prestito solo la melodia. Ninne nanna tra le più svariate hanno accompagnato i tuoi sonni. Ma anche in macchina, per sentieri, in bicicletta, nei momenti tristi e in quelli felici, per giocare o per manifestare l’esaurimento di ogni facoltà fisica e mentale. Chiedimi di cantare, mi farai felice una volta di più.

#Bonus Track: L’importanza della bellezza.

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Ti diranno che questo è un brutto mondo. Non è vero. La bellezza ci circonda, basta saperla trovare. Bisogna riconoscerla, coltivarla, proteggerla e amarla. La bellezza sei tu. Il tuo sorriso, lo sguardo pieno di vita. La bellezza è nella natura e nell’opera dell’uomo. La bellezza è in un gesto, una musica, una parola. Spero di riuscire a trasmetterti la bellezza come valore: “La bellezza salverà il mondo”. Non lo dico io, lo scrive Dostoevskij. Salva il mondo con la tua bellezza amore mio, ho fiducia in te.

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26 thoughts on “In busta chiusa: a mia figlia. 10 tracce sulla mamma + bonus track

  1. Pingback: In Busta Chiusa: T, di Mrs Fog |

  2. Ci sono alcuni passi in queste tue righe che copierò su un mio quaderno non solo perché li condivido…ma perché li trovo fondanti.
    Dei pilastri in cui mi ritrovo nei pensieri, nella vita.

    Gran bella, intima, lettera con la propria figlia. Auguro un buon cammino ad entrambe

    Grazie
    .marta

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