Sole, vento e libertà

Colli Euganei e BacchiglioneLa primavera chiama, irresistibile e infida, e dopo due giorni di pioggia siamo andati a bagnarci di sole.

Piccola gita sotto casa, tra argini e campagne, con i Colli Euganei che emergono nitidi e vicinissimi tra campanili e alberi.

Sono le prime uscite in bicicletta con Cecilia, che ogni volta riesce a stare sveglia un poco più a lungo, in una mano un palloncino, l’altra fissa sul manubrio, gli occhi sgranati e la risata in bocca, una testina rotonda sotto il mio mento.

Lasciamo la Brentella e seguiamo le anse del Fiume Bacchiglione, le case si fanno più sparse, gli uccelli più rumorosi. Cecilia si addormenta e decidiamo di fermarci. C’è un ponte, ci sono bandierine rosse. E’ il 25 aprile, magari troveremo qualche sagra.

Ci avviciniamo a Selvazzano Dentro, e dietro l’angolo la sorpresa: ordinati in fila sotto il cielo terso ci sono un centinaio di mezzi militari storici, gli equipaggi in costume rilassati che chiacchierano e mangiano. E’ La colonna della libertà, una manifestazione storica rievocativa che tra sabato e lunedì ha attraversato i Comuni della Provincia di Padova, di Treviso e Venezia.

Emozionati, camminiamo tra jeep e moto, carri armati e mezzi anfibi, in un clima allegro e festoso dove accenti e lingue diverse si incontrano. Sembra di essere sul set di un film, ogni mezzo è curato nei più piccoli particolari, gli equipaggi sono in divisa, sono collezionisti, amatori, famiglie e gruppi di amici. Bambini e anche qualche cane, rigorosamente in vestiti d’epoca. C’è musica nell’aria, Cecilia si sveglia e ci guarda meravigliata, poi corre a raccogliere sorrisi e complimenti, si arrampica e gioca, felice della situazione imprevista. La festa della liberazione è anche questo e noi portiamo il nostro contributo di entusiasmo e sorrisi.

Scatto foto, scambio saluti mentre mio marito, appassionato modellista, scopre dettagli inediti sui vari mezzi, che lui conosce tutti per nome e modello. Io mi rammarico di non avere la reflex con me (al suo posto il cambio di pannolini) e scateno la mia indole nipponica con il cellulare. Un distinto signore in uniforme mi sorride e  mi da il volantino del Museo della seconda guerra mondiale del fiume Po, è uno dei suoi fondatori. Più in là un gruppo di ragazzi balla, una coppia si bacia e una mamma in divisa abbraccia il suo bambino. Forse è questa la gioia che si respirava in quei giorni, poco più di settantanni fa. Vorrei averlo chiesto ai miei nonni, per poterlo raccontare un giorno alla mia bimba. Ma non ci ho pensato. E ora cerco nel racconto di altri quella che è stata anche la storia della mia famiglia.

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6 thoughts on “Sole, vento e libertà

  1. Ciao!
    Sono una collega ti tuo fratello, mi ha fatto conoscere il tuo blog!
    Ti volevo fare i complimenti perchè sai scrivere in un modo che rende poetica ogni cosa..è uno scrivere rassicurante che ti addolcisce la giornata.
    E’ un talento scrivere così.

    p.s. anche io ho una bimba di nome Cecilia 😉

    Mi piace

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