Vizi salutari

sedano

Tutto iniziò con “un gambo” di sedano…

Un figlio ti cambia. Te lo dicono un po’ tutti.

Per me è stato così nel rapporto con il cibo.

Probabilmente avevo solo bisogno di un piccolo incoraggiamento, ma l’idea che tutto quello che ingerisco, per vie più o meno dirette, finisce nello stomaco di mia figlia, mi ha portato a profonde riflessioni e a decidere di prestare un poco più di attenzione a tutto il cibo che ingurgito nel corso della giornata.

Ho fame. Da quando allatto ho degli attacchi di appetito improvvisi e ho riscoperto i morsi della fame, lontano ricordo dell’adolescenza e dell’attesa della campanella della ricreazione.

Tralasciando il trip mentale su vegetarianismo, veganesimo, lotta al reflusso da gravidanza, lotta alle coliche da allattamento, latticini nemici mortali, l’alimentazione come prodotto dell’influsso culturale e altri vaneggiamenti da donna che passa troppe ore senza dormire producendo latte per la diletta pargola – respirone – ho scoperto due fantastiche bevande da aggiungere al mio processo di idratazione.

Non contenta di drogarmi di tè, tisane, caffè, caffè decaffeinato, succo di pompelmo e pura acqua di rubinetto, ho integrato la mia giornata con due momenti di benessere, dedicati solo a me: la centrifuga e il latte d’oro.

Casus belli è stato il tipico qui pro quo da lista della spesa: tu scrivi un gambo di sedano e il consorte torna con un cespo intero. Che fare? Minestrone per tutto l’inverno? Risotto al sedano? Frittata al sedano? Per cosa si usa il sedano?! Illuminazione: le centrifughe! Dopo aver aperto una decina di scatoloni in garage – dopo tutto abbiamo traslocato solo quattro anni fa – la centrifuga è apparsa in tutto il suo splendore dietro al tostapane, proprio sopra al forno della cucina. Dopo qualche maldestro approccio ora padroneggio la tecnica: preparazione di frutta e verdura, trangugiamento del beverone e pulizia istantanea dell’attrezzo, onde evitare maledizioni generiche ad ampio raggio. Tempo totale: una ventina di minuti. Soddisfazione e gradimento: massima.

Il mio mix preferito è al momento:

– una carota tenera;

– una gamba di sedano;

– una mela fuji;

– una pera abate o un kiwi maturo.

Rigorosamente nell’ordine inverso a quello che ho appena scritto.

Ammirare la separazione delle fasi nel bicchiere, mescolare e degustare.

Il latte d’oro ha invece tutta un’altra genesi. Sistemando il portariviste ho riesumato delle pubblicazioni di cucina e in un articolo sui benefici delle spezie ho trovato questa ricetta a base di curcuma. Caso vuole che ne avessi un vasetto inutilizzato, souvenir di una cena messicana da amici, e cercassi un modo per riutilizzarla.

La ricetta prevede la preparazione di una base da conservare in frigo e aggiungere alla tazza di latte da prepararsi giornalmente. Sembra che questa bevanda sia consigliata da un famoso maestro ioga e tra i suoi numerosi benefici ci siano la cura del mal di schiena, delle infiammazioni, la lubrificazione delle articolazioni e un generale effetto di benessere. Per avere dei risultati bisogna bere una tazza di latte d’oro tutti i giorni per quaranta giorni. Io lo prendo da una settimana e già vedo dei grossi miglioramenti, ma potrebbe essere un banale effetto placebo.

Se vi va di sperimentare la ricetta è questa:

Base: scaldare 120 ml di acqua in un pentolino a fuoco basso e unire 50 g di curcuma (corrisponde circa a un vasetto, lo trovate nell’espositore delle spezie). Mescolare fino a quando ottenete una pasta con una consistenza simile al dentifricio (ci vorranno due o tre minuti). Lasciate raffreddare e poi mettete in un vasetto di vetro da conservare in frigorifero.

Tazza quotidiana: versate una tazza di latte di riso in un pentolino (o altro latte vegetale, dicono dalla regia), aggiungete mezzo cucchiaino di base e scaldate alla temperatura preferita. Versate nella tazza e aggiungete un cucchiaino di miele (acacia o millefiori), un cucchiaino di olio (di mandorle per uso alimentare o EVO) e spolverate con un po’ di cannella in polvere.

Al primo assaggio sono rimasta perplessa mentre adesso non vedo l’ora di prepararmelo, una bella coccola prima di andare a dormire!

latte d'oro

E voi, avete qualche vizio a tutta salute?

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7 thoughts on “Vizi salutari

  1. Solo uno: il minestrone! Però, sofistica col cibo come sono, esso NON deve contenere nemmeno lontanamente nessun appartenente alla famiglia del cavolo (cavolo, cavolfiore, broccolo, verza e compagnia puzzolente) e pochi legumi, nemici del mio povero colon sensibile.
    Onde per cui, lungi da me l’idea di farmelo da sola, sono fedele da anni al “minestrone saporito” Findus ed al suo fratello povero a marchio Carrefour.
    Un quarto d’ora di bollore, un cucchiaio di pesto (quello sì, fatto in casa dalle manine d’oro di mia mamma), e la soddisfazione è massima!
    Un bacione a tutti e quattro (eh sì, perché anche Alaska è compresa)

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    • Grazie Foxy! In questi giorni ho la connessione ballerina e fatico a gestire il blog 😦
      Il minestrone piace tanto anche a me ma non ho mai usato quello surgelato: me ne preparo un bidone con carote, patate, cipolla, sedano, zucchine e legumi misti. Se c’è anche la zucca oppure il pomodoro. Insomma, un vero misto. Bella l’idea del pesto, mi sa che te la copio :*
      Alaska ringrazia particolarmente per i saluti… si sente un po’ spodestata dal ruolo di primadonna della casa ultimamente!

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