La camera azzurra – un delitto nato dalla superficialità dei sentimenti e dalla violenza della passione

la camera azzurra

Leggere la camera azzurra è stato come buttare giù in un sorso un bicchiere di acqua fresca. Solo che quella che sembrava acqua in realtà era grappa e finita la lettura brucia ancora nella mente e nella gola.

Il racconto inizia nella camera azzurra di un albergo. Due amanti dopo il sesso si scambiano poche parole. Non diamo loro molto peso, e nemmeno Tony comprende in quel momento la loro importanza. Mano a mano che la storia avanza e il quadro si allarga, quelle pochi frasi, ripetute ad ogni interrogatorio, sviscerate da diversi punti di vista, diverranno il cardine del delitto, espressione del movente e della colpa.

La scrittura di Simenon è sublime: non solo lo stile è asciutto e completo, ma la regia con cui dirige la storia riesce a dare accenti sempre diversi al racconto. Una storia semplice alla fine, ma il taglio che le dà l’autore la rende innovativa e avvincente e non possiamo chiudere il libro se non arrivati alla fine. Un finale che in poche righe ha confuso i miei sentimenti nei confronti dei protagonisti e ha posto un accento ancora più drammatico sulla natura umana, così superficiale, così colpevole.

La camera azzurra (La chambre bleue) di Geroges Simenon, prima pubblicazione 1964, traduzione Marina di Leo, edizioni Adelphi, anno 2013, 153 pagg.

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11 thoughts on “La camera azzurra – un delitto nato dalla superficialità dei sentimenti e dalla violenza della passione

  1. …vorrei leggerlo solo per valutare l’espressione iniziale, a dir poco deliziosa. Mi hai veramente incuriosito e nello spazio di poche righe. Non ho mai letto niente di Simenon e potrei proprio iniziare da questo 🙂 grazie…

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  2. Bello questo noir a sfondo psicologico, l’ho letto poco tempo fa. Il protagonista maschile mi ha dato l’impressione di una mosca avvolta da una ragnatela sempre più stretta, e che fino all’ultimo istante sembra non intenzionato o incapace di cogliere con chiarezza quello che gli sta accadendo…Simenon è un vero maestro in questo genere di cose.

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    • Gioca tutto sull’ingenuità, la superficialità e il senso di colpa. A me ha dato l’impressione di un uomo distrutto dal rimorso e a cui nulla interessa più veramente, men che meno il suo destino.

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      • Tony mi è apparso come un uomo debole, superficiale, assorto nella soddisfazione dei propri piaceri narcisistici, un uomo che probabilmente non aveva capito bene le intenzioni dell’amante, non aveva dato troppo peso né risposta a quella domanda fatidica, ricca di sottintesi, che lei un giorno gli aveva fatto… “Se io mi ritrovassi libera… faresti in modo di liberarti anche tu?” Sì, poi ad un certo punto scatta anche il rimorso che lo rende inerme, che lo spinge a subire ogni tipo di conseguenza. Senza dubbio prima una stupida superficialità, poi un distruttivo senso di colpa… Così è sembrato anche a me.

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        • A me ha fatto venire in mente che spesso carichiamo di troppo significato le nostre parole pensando che l’altra persona lo colga per intero e ci stupiamo dei malintesi che ne nascono. Lui sarà stato superficiale, non si è mai fatto domande, ma non me la sento di condannarlo completamente per questo.

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  3. Pingback: Passione giallo | diari alaskani

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