La camera azzurra – un delitto nato dalla superficialità dei sentimenti e dalla violenza della passione

la camera azzurra

Leggere la camera azzurra è stato come buttare giù in un sorso un bicchiere di acqua fresca. Solo che quella che sembrava acqua in realtà era grappa e finita la lettura brucia ancora nella mente e nella gola.

Il racconto inizia nella camera azzurra di un albergo. Due amanti dopo il sesso si scambiano poche parole. Non diamo loro molto peso, e nemmeno Tony comprende in quel momento la loro importanza. Mano a mano che la storia avanza e il quadro si allarga, quelle pochi frasi, ripetute ad ogni interrogatorio, sviscerate da diversi punti di vista, diverranno il cardine del delitto, espressione del movente e della colpa.

La scrittura di Simenon è sublime: non solo lo stile è asciutto e completo, ma la regia con cui dirige la storia riesce a dare accenti sempre diversi al racconto. Una storia semplice alla fine, ma il taglio che le dà l’autore la rende innovativa e avvincente e non possiamo chiudere il libro se non arrivati alla fine. Un finale che in poche righe ha confuso i miei sentimenti nei confronti dei protagonisti e ha posto un accento ancora più drammatico sulla natura umana, così superficiale, così colpevole.

La camera azzurra (La chambre bleue) di Geroges Simenon, prima pubblicazione 1964, traduzione Marina di Leo, edizioni Adelphi, anno 2013, 153 pagg.

21 gennaio – emozioni in libertà

rosa rosae

Non ci sono parole e non ci sono immagini che possano rappresentare compiutamente l’amore che provo per te. E’ una costellazione di emozioni, è la felicità perfetta di stare insieme. Passano gli anni e ci lasciano stupiti di come questo arco d’amore superi sempre se stesso, nutrito e curato con attenzione, ogni giorno. Migliaia di parole sono state già scritte, molto più belle delle mie, ma queste sono solo per noi, per un sentimento così complesso e prezioso che perde senso copiare frasi altrui.

Mentre ti penso scorrono tutte le immagini felici di questi anni. Sorrido: non saprei quale scegliere, come sempre. Chiudi gli occhi, so che le ricordi anche tu. Giorni, mesi, anni trascorsi insieme, e ancora mi manchi se una sera non puoi tornare a casa.

Ho sempre un po’ timore a scrivere di noi, ho paura dell’invidia degli dei di cui tanto ho sentito parlare. Ma insieme possiamo affrontare ogni cosa, lo sappiamo, e così potrei scrivere per ore di noi e della nostra storia. Potrei ma preferisco aspettare stasera per raccontarcela un’altra volta ancora, occhi negli occhi e cuore nel cuore.

Amore è una parola – finalmente una lettura romantica!

amore è una parola

Da qualche mese avevo voglia di leggere una bella storia d’amore, magari senza dover ricorrere per l’ennesima volta a uno dei libri della Austen, mitica e insuperabile. Non sapendo dove sbattere la testa ho chiesto consiglio a una carissima amica, Valentina, che tra le mille cose di cui si occupa è anche personal bookshopper con tanto di trasmissione radio.

La mia richiesta precisa era “un libro romantico, scritto bene, originale e ironico”. In fondo so di essere una lettrice di scarse pretese. Lei non si è scomposta e subito mi ha sparato tre titoli, uno dei quali è proprio Amore è una parola di Claire Calman.

Come sempre ci ha azzeccato. Libro inglese, ambientato fuori Londra verso la fine degli anni novanta, parla di Laura Kreuzer, un’art director trentenne che ha sofferto molto per amore e sta riprendendo in mano la sua vita. Ovviamente si innamorerà di nuovo, ci saranno millemila ostacoli e, come prevede ogni classico romanzo romantico, ci sarà un lieto fine. Perché leggerlo allora?

E’ un libro che ho divorato in poche ore, rapita dai personaggi e supportata da uno stile brillante e non banale. Non si tratta di chick-lit alla Bridget Jones o alla Sophie Kinsella, non è un romanzo propriamente leggero. Il tono lo è ma i temi trattati sono seri e universali. La perdita di una persona cara, il rapporto spesso complesso tra madre e figlia, le difficoltà al lavoro, l’insicurezza e l’orgoglio, le difficoltà di comunicazione, le incongruenze tra pensiero e azione, tutti i dubbi di una donna che non è più ragazza ma non si sente ancora adulta. La magia di questo libro è che mette sul piatto tutta questa complessità emotiva tra una tazza di tè e una battuta sconcia, tra giardini all’inglese e ristoranti cinesi d’asporto, tra fine umorismo e pessime figuracce. Un equilibrio sottile che caratterizza tutto il racconto e ci fa passare dalle risate alle lacrime nel giro di poche righe. Mica male, vero?

Se avete voglia di sano e ironico romanticismo, sapete cosa fare.

Amore è una parola (Love is a four letter word) di Claire Calman, a. 2000, traduzione di Ivan Cotroneo, edizione Bompiani, 281 pagg.

Cortesie per gli ospiti – La crudeltà è servita

Vi capita mai di continuare a leggere un libro anche se vi sta angosciando e sentite il disagio insinuarsi sottilmente sotto il plaid che avete amorevolmente predisposto per la lettura?

A me è capitato con Cortesie per gli ospiti. E conferma la mia opinione, già intuita con Miele, che Mc Ewan sia uno scrittore abilissimo ma perfido.

Senza alcuna pietà per il lettore, usa tutta la sua arte per tenerci incollati alla pagina, anche se non vorremmo fare altro che chiudere e dimenticare quello che abbiamo appena letto. Ma non possiamo. Nessuna delle due.

Intendiamoci: le storie sdolcinate non sono il mio genere, apprezzo una visione realistica e disincantata della natura umana, non per niente adoro la sottile malvagità della Nothomb. Ma in questo romanzo non c’è rispetto dei sentimenti del lettore, la crudeltà traspare fin dalle prime pagine e si riversa fuori dal libro, quasi soffocandoci.

Italia. Una giovane coppia di turisti inglesi affronta con indolenza un mese di vacanza in una famosa città d’arte. Non se ne dirà mai il nome eppure il suo profilo emerge inconfondibile tra i caldi vapori estivi. L’inizio della narrazione è lento, sembra non riesca a distaccarsi dai due turisti, ne descrive morbosamente abitudini carnali e mentali. Poi l’incontro. Una figura losca ma affascinante, che repelle eppure attrae. Una tela di ragno che si sviluppa attorno ai due giovani e al lettore. E non lascia scampo. In un crescendo di tensione che sfocia in un grido di orrore. Il nostro.

Racconto magnifico eppure orribile allo stesso tempo. Come può essere solo l’animo umano.

Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan, The comfort of strangers (1997)