La grande onda di Hokusai a Venezia

L’ultima volta che avevo tentato di vedere La grande onda di Hokusai era stato a New York nel 2001. Quando scoprii che era in magazzino per la rotazione programmata delle opere esposte mi misi a litigare con il responsabile di sala: una ragazzina italiana che con le lacrime agli occhi esprimeva in un inglese stentato tutto il suo sdegno per una scelta così scellerata. E avevano pure tutta la serie dei gadget allo shop del piano. Ipocriti! Me ne andai delusissima, sapendo che sarebbe passato molto tempo prima di poter ritornare nella Grande Mela.

Da quel giorno La grande onda è diventata per me un mito, epica e irraggiungibile, nonostante sapessi poco o nulla del suo autore e del significato potente che ha avuto nella storia dell’arte.

Quando qualche settimana fa ho scoperto che sarebbe stata esposta a Venezia mi sono ripromessa di non lasciarmela sfuggire. Per una volta che la montagna va a Maometto sarebbe stupido non andarle incontro, o sbaglio?

Se volete ammirarla anche voi avete tempo fino a domenica 3 novembre. La trovate esposta al Museo di Arte Orientale di Venezia, Sestiere S. Croce 2076. Il museo si trova al terzo piano a Ca’ Pesaro, insieme alla Galleria Internazionale di Arte Moderna. Il biglietto è unico e l’orario di visita è dalle 10.00 alle 18.00. Dalla stazione dista una quindicina di minuti a piedi, cercatevi Ca’ Pesaro su google maps, non è difficile da raggiungere.

ingresso Ca' Pesaro

ingresso Ca’ Pesaro

La visita della mostra e del museo vi prenderanno non più di due ore e avrete poi tutto il tempo di godervi un pomeriggio veneziano. Se andate di sabato, vi consiglio di mangiare al mercato del pesce, vicino al Ponte di Rialto. Con 8 euro vi daranno un piatto di frittura di pesce di giornata e un calice di prosecco. Delizioso!

Sazi e leggermente brilli lasciatevi perdere tra campi e calli. Per quanto sia una città turistica, Venezia sa mostrarci ogni volta nuovi piccoli tesori, basta affidarsi all’istinto e lasciare i percorsi segnati, ingombri di persone e cianfrusaglie.

Ricordatevi però di indossare un paio di scarpe comode perchè la Serenissima non perdona e vi vieto severamente di togliervi le calzature sul treno del ritorno!

Volete sapere qualcosa in più della mostra? Leggete qui. L’esposizione vera e propria occupa solo una stanza del museo e, sorpresa, la grande onda in realtà… è piccola, solo trenta centimetri di lato. La stessa sorpresa l’ho avuta quando ho visto La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer: è minuscola. Eppure la potenza che esprimono queste opere d’arte è straordinaria, un concentrato di energia.

La collezione permanente del Museo di Arte Orientale è veramente bella: sono rimasta affascinata dalla ricca collezione giapponese, una delle più importanti a livello europeo del periodo Edo. Armature da parata, spade, ceramiche, stampe, lacche, piccoli oggetti preziosi e raffinati.  C’erano almeno una decina di pezzi esposti che mi sarei portata volentieri a casa. Prossimi obiettivi? Acquistare un poster della grande onda da mettere in camera e trovare una riproduzione delle 36 vedute del monte Fuji di Hokusai: me ne sono innamorata. Come sempre quando si parla di Giappone.

frittura

Canale umidità veneziana parco ramo orsetti

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