Cloud atlas – il libro

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Di solito Mr Fog ed io non leggiamo gli stessi libri. Da qualche mese però il mio adorato marito ha accettato uno dei miei consigli di lettura – sta finalmente leggendo Fred Vargas – e per ricambiare la fiducia ho deciso di leggere Cloud Atlas di David Mitchell. Qualche mese fa ne è uscito l’adattamento per il cinema diretto dai fratelli Wachowski – gli stessi di Matrix- film che abbiamo in dvd ma che devo ancora vedere.

Cloud Atlas è un libro dalla struttura particolare e ben congegnata. Come Mitchell fa scrivere a uno dei suoi protagonisti:

“… è un “sestetto per solisti che si sovrappongono”, per pianoforte, clarinetto, violoncello, flauto, oboe e violino, ognuno nella sua chiave, dimensione e colore. Nella prima sezione, ogni assolo è interrotto da quello che segue, nella seconda ogni interruzione viene ripresa, in ordine. Un pezzo rivoluzionario o un trucco banale? Non lo saprò finchè non è finito e per allora sarà troppo tardi, …”

Il romanzo stesso è composto da sei libri nel libro: all’inizio la struttura è spiazzante, poi genera una gran curiosità sia per la storia sia per come diavolo riuscirà l’autore a cavarsi d’impiccio. Potremmo paragonare Cloud Atlas a una matrioska dove però ogni bambola ha lineamenti, colori e vestiti completamente diversi dalla madre. Come se fosse un esercizio di stile, o di scuola di scrittura creativa, i diversi capitoli non solo sono ambientati in tempi storici e luoghi diversi, ma hanno addirittura uno stile e una forma completamente autonomi. Si passa dal diario di un notaio americano in viaggio nel Pacifico nella metà dell’Ottocento a una raccolta di lettere scritte da uno scapestrato musicista inglese di stanza in Belgio dopo la Grande Guerra, da un libro/sceneggiatura su una giornalista americana negli anni Settanta a un’autobiografia di un editore-tipografo (con più di qualche frecciata alla EAP – editoria a pagamento), dall’intervista a un clone in una Corea futuristica al racconto di un primitivo in un’era postapocalittica.

Il legame comune tra tutti i racconti lo dovete scoprire leggendo, posso però dirvi che sia dal punto di vista narrativo che strutturale emerge una forte unitarietà, a dispetto della babele di stili e voci che lascia un po’ basiti da un racconto all’altro. Alcune storie mi sono piaciute di più, altre meno, ma è una lettura che consiglio, anche per affrontare generi che magari siamo soliti evitare. Per qualcuno potrebbe essere la fantascienza o distopia, che a me invece piace molto, per altri potrebbe essere proprio il racconto iniziale che sembra tratto da una saga di Salgari. Non vi fate ingannare da pagine lette a caso, o dall’introduzione, come faccio io solitamente… lasciate che la magia del libro vi prenda e passerete le giornate a chiedervi come è tutto collegato e a cercare i punti di contatto tra le varie anime, le varie nuvole che Mitchell ha avuto l’ambizione di catalogare.

Cloud Atlas di David Mitchell, traduzione di Luca Scarlini e Lorenzo Borgotallo, edizioni Frassinelli, prima edizione 2004, edizione 2012 Sperling&Kupfer Editori per Edizioni Frassinelli con nuova prefazione dell’autore, brossura, pagg 597.

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