Le luci nelle case degli altri – Chiara Gamberale

le luci nelle case degli altri

L’anno scorso per lavoro ho passato diverse ore in auto. A farmi compagnia le mie emittenti preferite: Virgin Radio, Radio Due e Radio Montecarlo. Radio Due è quella a cui sono più affezionata: la mattina Dose e Presta al Ruggito del Coniglio, in pausa pranzo Un giorno da pecora con il simpatico Lauro e l’anziano Sabelli e la sera Moby Dick.

In piu’ di qualche occasione mi e’ capitato di sentire a meta’ mattina un altro programma radio: “Io, Chiara e l’Oscuro” condotto da Chiara Gamberale. Solo in seguito ho scoperto che oltre che conduttrice radiofonica e’ anche scrittrice e ho letto qualche suo articolo su Vanity Fair Italia.

Chiara Gamberale

L’occasione di leggere un suo romanzo e’ capitata con il club del libro a cui partecipo: dopo un duro ballottaggio con Pastorale americana di Roth, ha vinto Le luci nelle case degli altri. Dopo tanti romanzi inglesi ha prevalso la voglia di leggere qualcosa in italiano, di una scrittrice contemporanea e abbastanza vicina alla nostra eta’.

La storia parte dal racconto di Mandorla, una ragazza diciottenne che si ritrova a passare una notte in cella per un reato che non sappiamo. Spinta dal suo avvocato a sfruttare la notte per cercare la verita’ dei fatti, inizia a ripercorrere la sua vita da quando la madre Maria, amministratrice condominiale sui generis, muore in un incidente. Da quel momento Mandorla e’ sola. Le cinque famiglie di via Grotta Perfetta 315, legatissime a Maria, decidono di adottare la bimba. Cinque famiglie, cinque piani, cinque stili di vita diversi e cinque possibili padri. Perche’ Maria lascia una lettera alla figlia in cui le dice che il padre mai conosciuto non e’ un austronauta in viaggio sulla luna ma un abitante di via Grotta Perfetta.

Il racconto si dipana negli anni e ci porta a conoscere un po’ alla volta Mandorla, sua madre e tutti i condomini del palazzo romano, una compagine umana varia ed eterogenea: c’e’ la signorina Polidoro, anziana maestra; la famiglia Gro’ con il piccolo Lars; la coppia Michelangelo e Paolo; il critico cinematografico e la speaker radiofonica e infine la famiglia “perfetta” Barilla, padre ingegnere, madre infermiera e due splendidi figli.

Pagina dopo pagina entriamo nelle case degli altri, scopriamo le loro vite cosi’ ordinarie eppure uniche, i piccoli pregi e le piccole meschinita’. In tutto questo Mandorla, affamata di affetto, marchiata dalla diversita’ rispetto ai coetanei, preda di incubi ricorrenti e dubbi,  cresce, matura e inizia a definirsi come giovane donna.

La trama del romanzo e’ costruita in modo attento e bilanciato, cadenzata salendo i piani del condominio e intermezzata da episodi salienti legati ai singoli condomini. La scelta dei registri linguistici e’ interessante in quanto si adegua ai personaggi caratterizzandoli ulteriormente. Una scelta stilistica che invece non ho apprezzato e’ l’inserimento ricorrente delle preghiere serali di Mandorla, versi liberi in cui la ragazzina si appella ad oggetti comuni chiedendo di fare a cambio con la loro vita. Le ho trovate un po’ stucchevoli, come la frequente ripetizione di alcune parole per dare loro piu’ importanza.

Superato lo scoglio iniziale delle prime pagine, dense di personaggi, nomi e voci narranti sovrapposte, la lettura scorre piacevole fino al bel finale in cui ci verra’ rivelato chi e’ il padre di Mandorla.

“Le luci nelle case degli altri” di Chiara Gamberale,2010, Arnoldo Mondadori editore, 392 pagine, prezzo 13  

N.B. Questo post l’ho scritto da una tastiera americana, mi scuso per la mancanza di lettere accentate!

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