Amélie Nothomb

amelie nothomb

Una delle mie scrittrici feticcio è sicuramente Amélie Nothomb.

Una donna intelligente, arguta, multiforme.

Amo tutto di lei: la vita, i libri e soprattutto la fantasia sconfinata che trova radici salde e profondissime nella perfetta padronanza dell’arte della scrittura e del racconto.

E’ una tipa simpatica: leggete l’intervista rilasciata a Cristina Taglietti sul Corriere della Sera o riguardate l’intervista che le fece Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche nel 2007. Fu quel giorno che mi innamorai di lei e decisi di leggere i suoi libri.

E’ una scrittrice prolifica: ha pubblicato 20 libri, uno all’anno, ma ne ha scritti almeno 76. In realtà, se prendete un suo romanzo in mano, potreste rimanere delusi: a parte l’Igiene dell’assassino sono tutti molto brevi, quasi dei racconti. Ma tale è la perfezione che traspare da ogni riga che non potrete non esserne soddisfatti.

Il 25 febbraio esce il suo nuovo libro Barbablù per l’editore Voland e penso che lo acquisterò a breve, anche se devo ancora mettermi in pari con tutte le sue pubblicazioni. Sono lì, sottili e ordinate, che mi aspettano in libreria: tanti cioccolatini dal colore diverso ma sempre di squisita fattura.

la mia collezione di cioccolatini

Non so se succede anche a voi, ma quando trovo un autore che mi piace veramente voglio leggere tutto quello che ha scritto. E in libreria finisce che mi prendono per pazza. Ricordo ancora l’espressione della commessa della Feltrinelli quando sono arrivata in cassa con sei libri della Nothomb. Allibita. Ripensandoci forse più per il mio atteggiamento da esaltata e il mio poco velato tentativo di convincerla a leggerli tutti anche lei…

Se ancora non conoscete questa autrice e volete immergervi nelle sue atmosfere misteriose, conoscere i suoi eccentrici personaggi e seguire le sue trame anticonvenzionali, vi consiglio di iniziare da Stupore e tremori o da L’igiene dell’assassino, i suoi libri a cui sono più affezionata. Vi garantisco che non ve ne pentirete!

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4 thoughts on “Amélie Nothomb

  1. Pingback: Una domenica serena | diari alaskani

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