La collina dei papaveri – Goro Miyazaki

Ieri sera sono riuscita miracolosamente a vedere l’ultimo film dello studio Ghibli.

Distribuito dalla Lucky Red, questo bellissimo film di animazione è stato proiettato nelle sale solo nella giornata di martedì 6 Novembre. Se non fosse stato per la mia amica N. che me lo ha segnalato, me lo sarei perso, e sarebbe stato un grande peccato.

La collina dei papaveri è uscito in Giappone nel 2011 dove è stato campione d’incassi  e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. La regia è affidata a Goro Miyazaki, figlio del più famoso Hayao, qui alla sua seconda opera dopo la direzione de “I racconti di terramare”, un film che non mi ha particolarmente affascinato.

Lo studio Ghibli produce dai primi anni ottanta degli ottimi film di animazione, di una qualità così alta che sono arrivati persino nelle sale italiane, anche se a distanza di anni dalla loro uscita originaria.

Tra le loro produzioni più famose ci sono : Nausicaa della valle del vento, La principessa Mononoke, Totoro, La città incantata, Ponyo della scogliera e molti altri. Li ho visti quasi tutti, spesso in lingua originale con i sottotitoli in inglese, preziosa merce di contrabbando che ho consumato a furia di rivederla. Ora, man mano che la santa Lucky Red fa uscire i dvd, li colleziono ed è una gioia poterli vedere in alta definizione e con l’audio originale.

Quello che amo di questi film è la delicatezza: sono poesie sussurrate che trattano i grandi temi della vita con la freschezza e l’innocenza dell’infanzia. In un film o in una serie animata dello studio Ghibli trovi stupore, magia, amicizia, amore, natura e antichi miti giapponesi. Tutto raccontato con semplicità ed educazione, con tenerezza e passione, in un linguaggio universale.

In questo film la magia viene messa da parte, a favore del racconto storico.

Siamo nel 1963, la guerra è finita e si pensa alla ricostruzione del Paese. Umi è una sedicenne seria e coscienziosa che si divide tra la scuola e la gestione dell’ostello di famiglia. Il padre è un marinaio, morto in guerra, la madre una docente universitaria negli Stati Uniti. L’organizzazione della casa ricade tutta sulle sue spalle di sorella maggiore e lei la conduce con meticolosità e serenità. Ogni mattina ha un suo piccolo rito: issa sul pennone davanti casa, sulla collina dei papaveri che dà il nome al film, due bandiere di segnalazione. Sono l’augurio di una buona navigazione, rivolto alle numerose navi di passaggio e al ricordo di suo padre.

Shun è uno studente diciasettenne della stessa scuola di Umi, fa parte del club di letteratura e dirige il giornale scolastico. I due si conoscono durante un’azione dimostrativa per la difesa del “Quartier Latin”, un edificio storico sede dei gruppi studenteschi che il consiglio scolastico vuole demolire. E’ l’inizio di un interesse reciproco che a poco a poco si trasforma in un sentimento più forte. Ma proprio quando pensiamo che questa delicata storia d’amore stia per sbocciare un’epifania mette tutto in discussione e Shun decide di fare un passo indietro…

Le ambientazioni, i personaggi secondari, i temi che si intrecciano alla storia principale sono talmente curati che fanno venire voglia di rivederlo subito, tante sono le suggestioni e i particolari che sentiamo sfuggire a una prima visione. Purtroppo toccherà aspettare l’uscita in dvd…

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