La cacciatrice di bufale

Mmm che buona la bufala! Ma solo quando non si tratta di bufala informatica.

Di pari passo con il progredire tecnologico si perfezionano le bufale o truffe rivolte a noi ignari utenti della rete.

Le nostre caselle di posta sono piene di spam, tentativi di fishing e catene di S. Antonio, ma il fenomeno si estende anche alle bacheche di Facebook e agli sms sui cellulari.

Da piccolina mi arrivava regolarmente nella cassetta delle lettere una busta con scritto: “Hai vinto un computer! Presentati all’albergo *** della tua città per ritirarlo”. Quanti pianti perchè i miei non volevano accompagnarmi. Quando poi sono riusciti a convincermi che era una truffa per adescare i genitori e vendere loro una multiproprietà, mi si è aperto un mondo: i cattivi esistono sul serio! Il gatto e la volpe, odiosi personaggi di Pinocchio, sono tra noi!

Non potete immaginare la rabbia di una bimba che sente tradita la sua fiducia. Da allora, regolarmente, ho indossato il mantello di paladina della giustizia e sono partita in quarta contro le ingiustizie del mondo. Ovviamente con scarsi risultati e grandi scorni. Quello slancio giustizionalista non mi ha mai abbandonato e mi accorgo che prende il sopravvento nelle occasioni più disparate. Tra queste quando odoro una bufala.

Penso di avere sviluppato un talento innato per riconoscerle ma, invece che limitarmi a ignorarle, voglio anche avere la certezza di avere ragione e mi lancio in ricerche sulla rete che avvallino le mie teorie.

Ci sono ottimi siti che si occupano di scoprire le bufale, io da anni mi appoggio ad attivissimo, ma spesso basta mettere su un motore di ricerca un nome o qualche dato che ci paiono sospetti e vengono fuori intere schermate di link sull’argomento.

Se vi posso dare qualche veloce dritta, diffidate sempre degli annunci strappalacrime che chiedono aiuto per qualche malato, anche se fanno riferimento a strutture sanitarie esistenti o veri nomi di medici. In linea di massima, se il problema è tanto urgente è strano che non ci sia una data di riferimento (alcune bufale pascolano per la rete per anni…) o che comunque ci si appoggi a una catena di email. Diffidate anche se l’email o sms arriva da una persona che conoscete: quante volte in buona fede avete girato a tutta la vostra rubrica un’email senza controllare che le informazioni riportate fossero corrette? Questo vale anche per i messaggi politici anticasta, antibenzinai e cospiratori in genere: se bisogna unirsi in una manifestazione corale, perchè non fissare una data, un periodo di tempo preciso per la protesta? Altra tipologia sono quelli che promettono soldi facili con il minimo impegno. Ricordatevi che nessuno vi regala niente per niente.

Vi chiederete a questo punto perchè girino tante di queste truffe: da una parte vengono immesse nel sistema per raccogliere dati su utenti attivi, dall’altra continuano a riprodursi per inerzia e si trascinano nei secoli. Io sono per concedere loro l’eutanasia: prima di inoltrare verifico i dati e se si rivela una truffa avverto chi me l’ha inviata e quelli che l’hanno ricevuta insieme a me. Spezzare le catene si può e si deve. Facciamo funzionare il nostro cervello!

 

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2 thoughts on “La cacciatrice di bufale

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